COME DISTRUGGERE UN’OPERA D’ARTE, CON LA SCUSA DI SALVARLA.

COME DISTRUGGERE UN’OPERA D’ARTE, CON LA SCUSA DI SALVARLA.

 

A Port Talbot, nel Galles, una delle aree urbane più inquinate del Regno Unito, per via del grande polo siderurgico presente, Banksy realizzò un murales che rappresenta un bambino che gioca a mangiare i fiocchi di neve che cadono dal cielo, mentre invece è cenere che proviene da un cassonetto in fiamme.

Appena Banksy ne dichiarò la paternità, l’opera è stata messa in sicurezza con transenne e poi vetri, per evitare furti e vandalismi, dato il valore milionario.

Poi la decisione: per salvarla è stata tolta dalle mura di recinzione dove era stata fatta, impacchettata e messa dietro la vetrina di un museo.

E’ la neutralizzazione dell’arte, fatta passare per salvataggio. Impacchettata e anestetizzata dentro ad un museo, dietro ad una vetrina, fuori contesto, quest’opera diventa ridicola, innocua, banale.

NON E’ NECESSARIO SALVARE L’ARTE, SE IL SALVATAGGIO NE UCCIDE LA LOTTA, IL CONTESTO, IL VALORE E IL SIGNIFICATO.

Luca Nannipieri

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