Complessità è resistenza!

IL TERRORE DELLA COMPLESSITA’ E L’ODIO PER CHI TENTA DI RIFLETTERLA

Prima si è ridotto la politica all’etica, poi l’etica è stata ridotta a sentimento, infine il sentimento alla polarità amore-odio.

In questo processo di riduzione progressiva della complessità, non sorprende che i progetti politici e il relativo dibattito pubblico ormai siano poco più che liste di propositi, sermoni, psicologia d’accatto: qualsiasi progetto articolato infatti presuppone limiti, contiene dosi inquietanti di rischi, esclude l’appiattimento della storia umana ad uno scontro fra buoni e cattivi.

Da questo spirale di semplificazioni suicide solo due ambiti sono stati esclusi: la tecno-scienza e l’economia.

Non a caso sono queste due sfere poste fuori da qualsiasi dibattito pubblico a dettare i cambiamenti, a decidere sul medio termine dove vadano indirizzate le risorse, a determinare le politiche sociali.

Se notate, qualsiasi argomento si affronti, il tentare di riunire politica, etica e riflessione su economia-scienza genera immediatamente insofferenza: che si parli d’immigrazione, di diritti delle minoranze, di new economy, ecc il solo chiedere che progetti si hanno su questi temi, dove si reperiscono le risorse per portarli avanti, quali limiti e criticità si dovrà affrontare se li si concretizza, ecc crea fratture insanabili, perché spezza la spirale di semplificazioni e quindi l’identificazione dell’interlocutore con il gruppo di coloro che amano o di coloro che odiano, e lo costringe ad affrontare lo sfumato e il complesso, cioè l’umano calato nella storia.


Chiunque oggi voglia indagare la complessità, con il fine di indirizzarla e governarla, si scontrerà con un problema inevitabile: la maggioranza -persino del cosidetto “ceto riflessivo”- sarà contro di lui, non perché contraria nello specifico alle sue proposte e ai suoi progetti, questi probabilmente nemmeno verrano ascoltati e dibattuti, ma perché contraria a chiunque voglia far tornare la politica a qualcosa di più di uno scontro fra opposti sermoni, psicologismi e liste di propositi pensati per essere inattuabili.


Nell’epoca del fascismo dei sentimenti, pensare complesso è già una forma di resistenza.

Federico Leo Renzi

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail