Comunicato dei Direttori dei Conservatori

Conferenza dei Direttori
dei Conservatori di Musica

COMUNICATO

La Conferenza dei Direttori dei Conservatori di Musica italiani
Preso atto dell’inserimento nel testo del disegno di legge contenente il Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018, approvato dal Senato il 30 novembre, dell’articolo riguardante il completamento del processo di statizzazione degli Istituti Superiori di Studi Musicali non statali e delle Accademie di Belle Arti non statali, esprime soddisfazione per l’approvazione di questa norma senza la quale le istituzioni non statali avrebbero rischiato la chiusura, provocando un impoverimento dell’intero sistema della formazione artistica e musicale italiana e della vita culturale ove tali istituzioni operano.

A fronte di tale conseguimento la Conferenza manifesta altresì un profondo sconcerto per la mancata risposta data, nella sede di tale atto legislativo, al
problema del precariato, risposta che peraltro era stata in un primo tempo prevista.

Nello specifico la Conferenza ricorda che il personale a tempo determinato dei Conservatori negli ultimi dieci anni è raddoppiato, che oggi rappresenta circa un sesto dell’intero organico nazionale e che all’interno di tale categoria di docenti, alcuni dei quali si trovano ormai da quindici anni nella condizione di precario, vi sono ottimi professori, artisti che in moltissimi casi vantano una carriera di livello internazionale.

La Conferenza rappresenta pertanto, ancora una volta, l’insostenibilità di tale situazione, esprimendo la propria solidarietà nei confronti dei docenti che si trovano in tale condizione, e auspicando un intervento riparatore di Governo e Parlamento.
La Conferenza ritiene peraltro che la mancata risposta al problema del precariato nei conservatori si inquadri all’interno
di una più generale disattenzione nei confronti di un intero sistema e di una insostenibile lentezza che, di fatto, ha finito per paralizzare il processo di riforma previsto dalla Legge 508/1999, mai portato a termine.

La Conferenza a questo proposito denuncia la mancata emanazione di una serie di atti normativi fondamentali per assicurare un corretto
funzionamento del sistema dell’alta formazione artistica e musicale, nonché necessari per stare al passo con i corrispettivi sistemi europei:
1. Previsti dalla Legge 508/1999: vari regolamenti che avrebbero dovuto definire a) I requisiti di qualificazione didattica, scientifica e artistica delle istituzioni e dei docenti;
b) I requisiti di idoneità delle sedi;
c) I possibili accorpamenti e fusioni, nonché le modalità di
convenzionamento con istituzioni scolastiche e universitarie e con altri soggetti pubblici e privati;
d) Le procedure, i tempi e le modalità per la programmazione,
il riequilibrio e lo sviluppo dell’offerta didattica nel settore;
e) Le procedure di reclutamento del personale;
f) La valutazione dell’attività degli Istituti Superi di Studi Musicali
2. Previsti dal DPR 8 luglio 2005, n. 212: vari decreti tra i quali a) quello per “individuare le corrispondenze tra i crediti acquisiti nel previgente ordinamento e i crediti previsti nei
nuovi corsi” b) quello funzionale alla “elaborazione di valutazioni statistiche omogenee sulle carriere degli studenti, individuando i dati essenziali che devono essere presenti nei
sistemi informativi sulle carriere degli studenti di tutte le
istituzioni”
c) quello che doveva definire le “linee guida per la stipula di convenzioni per consentire la frequenza agli alunni
iscritti alla scuola media e alla scuola secondaria superiore”.
3. Previste dalla Legge 228/2012: procedure per la messa ad ordinamento del diploma accademico di secondo livello [entro dicembre 2013], che permane ancora sperimentale, da ben 13 anni
4. Previsto dal D.lgs 60/2015: decreto contenente misure per
l’armonizzazione della cosiddetta ‘filiera’ musicale prevista dalla Legge 107/2015, con l’istituzione dei corsi propedeutici e di quelli dedicati ai giovani talenti [doveva essere emanato entro il mese di ottobre del 2017]
5. A ciò – e per certi aspetti tale lacuna si rivela ancora più grave – si aggiunge il fatto che il CNAM (Consiglio Nazionale per l’Alta Formazione Artistica e Musicale), organo previsto
dalla Legge 508, dal quale dipende la formulazione di pareri obbligatori previsti dalla Legge, è scaduto ormai dal dicembre del 2012, e non si è provveduto più a riformarlo.

Tale lacuna rappresenta un vulnus non più tollerabile, che – al pari di quanto elencato ai punti precedenti – ben sintetizza lo stato di abbandono del settore.
La Conferenza dei Direttori
dei Conservatori di Musica italiani

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail