Con Martino in viaggio per Berlino.

Il nonno Giovanni fece parte del Comitato per il Ricordo dei Caduti della grande guerra ed il 4 novembre 1919 si inaugurò il monumento posto all’ingresso di Rocchetta Cairo, opera che resiste nonostante le intemperie a cui è esposta e la si può vedere tuttora dopo quasi cento anni.

Il nonno Giovanni, che nel suo paese di Rocchetta Cairo (Savona), per tutti era il giornalista Giodibles, come si potrà ben immaginare, aveva molto seguito sia tra i giovani che tra gli anziani: tutti si appassionavano ad ascoltare i suoi avventurosi e particolari racconti di viaggio e ben presto diventarono argomento di conversazione nelle affollate veglie serali.

Qualche giovane più intraprendente aveva chiesto a Giodibles di portare anche lui nei suoi viaggi all’estero; alcuni si lasciavano crescere i baffi come il nonno Giovanni, si vestivano quasi come lui e si immaginavano di partire all’avventura verso terre straniere.

Dopo tante richieste insistenti, mio nonno pensò che almeno uno doveva portarlo con sé e scelse un coetaneo, Martino Caldara, che faceva l’impresario edile in Val Bormida, dotato di un’intelligenza pronta, una voce da tenore ed era anche un provetto ballerino.

Quando fu il momento il nonno gli comunicò se era sempre dell’idea avrebbe potuto prepararsi la valigia e partire con lui, lo avrebbe portato a conoscere gli amici a Berlino.

Era la bella primavera del 1921 e i due avventurosi partirono dal paese: erano vestiti allo stesso modo, stessa statura, baffi scuri, cappello e cravatta nera, sembravano due fratelli gemelli.

Nei giorni di permanenza a Berlino, in compagnia della grande ballerina Isadora Duncan, vista l’intraprendenza di Martino, al nonno venne una nuova idea: gli chiese se voleva andare anche in Russia, al che l’amico fu molto felice della sorpresa insperata.

Il nonno allora lo informò che poteva prendere il suo posto e diventare un finto giornalista teatrale accanto alla famosa Isadora, conosciuta anche come “l’americana scalza”.

Il Caldara diventò in breve tempo il nuovo Gio D. Bless e nessuno se ne sarebbe accorto: con i documenti originali del nonno poteva compiere tranquillamente la sua missione ispirata da Winston Churchill, nella capitale russa. La ballerina Isadora condivise quella pericolosa pensata, lei amava le ardue sfide e non ci pensò due volte: avrebbe garantito, se ce ne fosse stato bisogno, che il suo giovane accompagnatore era il grande Giodibles in persona…

Nonno Giovanni ritornò ben presto in Italia con i documenti di Martino Caldara e si fermò nello studio del suo socio, il notaio Harvè Montpellier, riprendendo il suo lavoro come Giovanni Debenedetti, con grande soddisfazione del collega più anziano, che tuttavia era discretamente preoccupato per quel cambiamento di programma imprevisto nella pericolosa missione russa.

Bruno Chiarlone Debenedetti

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