Conosci Francois Pinault?

Conosci Francois Pinault?
 
Non ho una quotazione di mercato globale, non l’ho mai cercata, certo è che in Italia non sono solo, del mercato internazionale privato dell’arte contemporanea, soltanto l’uno virgola uno per cento, passa per l’Italia.
La metà del mercato globale, passa per le case d’asta internazionali, l’altra per le gallerie private.
I prezzi nelle gallerie private, non sono riconosciuti, questo vuole dire che per accreditarsi successivamente, serve comunque l’accreditamento delle case d’asta internazionali.
Insomma, lo scenario globale, è quello di quotazioni gonfiate dagli stessi privati.
Lo zero virgola sette delle transazioni (quaranta milioni) ammonta al sessanta per cento del valore complessivo dell’arte contemporanea.
Il mercato privato dell’arte contemporanea è direzionato, lo zoccolo duro è costituto da un migliaio di collezionisti, che con la loro rete influenzano globalmente 400 000 collezionisti, di questo mercato, il cinquanta per cento, passa tra Londra e New York muovendo il trend.
In altre parole, il sistema è a dimensione grosso collezionista che influenza il trend, impossibile incrociare domanda e offerta.

Come gonfio e faccio crescere il prezzo?

Metti un lavoro all’asta, paghi il venti per cento del prezzo alla casa d’asta, acquistandolo con una tua società, e ricapitalizzi il valore del lavoro, che non andrà mai in perdita.
Francois Pinault, è uno dei maggiori collezionisti d’arte contemporanea viventi.
La Pinault collection ha sedi sparse nel mondo, lo stesso Pinault è anche proprietario di Christie’s.
Un artista nato in Italia, Rudolph Stingel, supportato da Pinault, vende più di Cattelan, e non necessita del suo clamore mediatico per sostenersi.
Nonostante questo scenario taroccato, cresce a dismisura l’offerta d’artisti e sedicenti artisti, che come me, producono senza domanda a monte, più producono, più contaminano il loro mercato.
Pensate a Pablo Picasso, quanto ha prodotto?
Eppure non tutti i suoi lavori hanno la quotazione del capolavoro, alcuni suoi lavori hanno prezzi stracciati, i suoi capolavori prezzi stellari.
In uno scenario così, con un mercato privato al centro di tutto, o come la Germania lavori per mettere a sistema un’idea dell’arte come ricerca comune, o abbandoni completamente gli artisti, costringendoli a non lavorare, per tenere alta la qualità di una produzione e il mercato derivante, che potrebbe non arrivare mai (questo avviene in Italia).
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