CONTE E IL VIZIO DELLO STATO ETICO

CONTE E IL VIZIO DELLO STATO ETICO

«Considereremo la curva epidemiologica che avremo a dicembre… al di là delle professioni religiose di ciascuno, il Natale non lo dobbiamo identificare solo con l’occasione di fare regali, di scambiare dei doni […]. È anche un momento di raccoglimento spirituale, quindi farlo con tantissime persone non viene troppo bene».
Questo stralcio della conferenza stampa di Conte è indicativo.
L’avvocato degli italiani infatti di fronte al problema di dover limitare il numero di persone radunate per festeggiare il Natale, sceglie di spiegare tale limite non con motivi d’ordine sanitario/scientifico, ma con argomentazioni morali:
il governo limiterà a tot persone di festeggiare assieme per permettere a tali persone di riscoprire gli autentici valori etico-spirituali del Natale.
Un’argomentazione di una stupidità imbarazzante, per pochi e semplici motivi:

1- Sarà l’esecutivo (ed eventualmente le singole regioni) a decidere quanti e quali membri compongano l’autentica famiglia.

Un’intromissione incostituzionale ed inutile su quello che gli italiani considerano o meno famiglia, che non è un costrutto stabilito dallo stato ma dai legami intessuti dagli individui fra loro basati su un misto di motivi economici, affettivi, ideologici.

2- Una visione ideologica di che cos’è la spiritualità, qui contrapposta alla religione.

Per numerose religioni la famiglia non coincide con i legami biologici, ma con la comunità dei credenti radunati attorno alla celebrazione dello stesso rito.
Allo stesso modo per gran parte delle religioni la spiritualità è un momento collettivo-comunitario, non individuale o familiare.
Cosa una fede religiosa ritenga spiritualità o meno, se nella sua dottrina la spiritualità si vive individualmente, nel nucleo familiare o nella più vasta comunità del rito non deve minimanete interessare allo stato laico.
Quel che gli interessa dovrebbe essere limitare la possibilità del contagio, quindi stabilire quante persone possano trovarsi in un determinato spazio fisico, a che distanza, con quali misure di protezione individuale.
3- L’ormai sistematica confusione fra etico e sanitario, fra prevenire i contagi e disciplinare il supposto anarchismo degli italiani, dimostra come l’esecutivo (e talvolta perfino il CTS stando ad alcune dichiarazioni dei suoi membri) siano incapaci di distinguere fra parternalismo autoritario e ruolo di regolatori della vita pubblica, fra il dovere dello stato di garantire la sicurezza sanitaria e quello di guru.
Una carenza d’ordine ideologico sempre più drammatica, soprattutto quando urta inutilmente la gran parte della popolazione senza alcun motivo.
Ci basta e avanza già la pandemia e la crisi economica, dover lottare contro i rigurgiti da stato etico dell’esecutivo apre un terzo fronte di problemi e battaglie inutili, di cui noi italiani faremmo volentieri a meno.
Federico Leo Renzi
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