Corto circuito “no green pass”

E vai di agenda setting!
80.000 persone che manifestano liberamente e democraticamente.
Un pugno di facinorosi, facilitati dalla mancanza di controlli e dalla distrazione un po’ sospetta di questore e forze dell’ordine, entrano nella sede della CGL.
E quindi di cosa si parla?
“Egemonizzazione del movimento no green pass da parte della destra neofascista”.
Conseguenze probabili?
Ulteriori limitazioni della libertà di manifestazione e contestuale rafforzamento del governo e dei suoi cantori.
La più classica delle strategie della tensione, insomma.
E chi è che sostiene che si è trattato di un trappolone per silenziare ulteriormente le voci critiche al green pass e alla politica della maggioranza?
Salvini, Meloni e Casa Pound?
No, Marco Rizzo del Partito Comunista ed esponenti dell’estrema sinistra.
Come minimo è un discreto cortocircuito.
Piero Tomaselli 
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