COSA VUOLE DIRE EDUCARE ALL’ARTE?

COSA VUOLE DIRE EDUCARE ALL’ARTE?

Non lasciate che le opinioni degli altri soffochino la vostra voce interiore.
Abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e il vostro intuito, che in qualche modo sanno che cosa volete veramente diventare”.
Steve Jobs

Educare all’arte vuole dire educare all’autocoscienza, orientarsi attraverso una propria bussola interiore fedele nel linguaggio e nella cultura alle proprie aspirazioni e motivazioni profonde.

“La metacognizione che si determina e potenzia, attraverso l’esercizio consapevole dei linguaggi dell’arte, porta ad essere consapevoli della propria consapevolezza (anche quando è ignoranza).”

Il linguaggio dell’arte è ricerca ed educazione permanente autocosciente, è ascolto dei mormorii emotivi del proprio corpo e di quello degli altri, la chiave dei progetti e dei processi organizzativi che determinano ciò che si fa e ciò che non si fa.

I linguaggi dell’arte in qualsiasi direzione si muovano sono selettivi, conoscerli attraverso di sé e la propria esperienza può determinare il distinguo tra una vita armonica ed un’esistenza problematica.
La metacognizione che si determina e potenzia, attraverso l’esercizio consapevole dei linguaggi dell’arte, porta ad essere consapevoli della propria consapevolezza (anche quando è ignoranza).

Chi non è stato educato (o non ha mai assimilato) ai linguaggi dell’arte, ha rimosso la nitidezza del rendersi conto di quanto sia importante mettere a fuoco quello che può sfuggire.

La metacognizione del linguaggio dell’arte vuole dire tradurre e sintetizzare il pensiero con un gesto.
L’educazione all’arte ed ai linguaggi dell’arte, eleva quelle anime rare che operano nell’interesse sociale e culturale comunitario intero, che vanno oltre uno specifico gruppo politico o un interesse privato.
Gli artisti veri pensano e rappresentano orizzonti lontanissimi.

“Il sistema linguistico dell’arte è un sistema globale, ovunque si rappresenti e nasca, in tal senso l’attuale sistema economico e di mercato dell’arte, può essere reinventato, basta guardare alle sue origini comuni nei comuni.”

L’apertura strutturale degli universi linguistici dell’arte, abbraccia la crescita ed il benessere dell’umano tutto, si tratta di una comunicazione che non è mai rivolta a singoli gruppi o cerchie ristrette, tutto è concepito all’insegno del “noi” e privo di contrapposizione tra “noi” e “loro”, in quest’ottica ridurre l’arte al suo valore di mercato o alla firma dell’artista è una stronzata.
Il sistema linguistico dell’arte è un sistema globale, ovunque si rappresenti e nasca, in tal senso l’attuale sistema economico e di mercato dell’arte, può essere reinventato, basta guardare alle sue origini comuni nei comuni.
Gli artisti con i loro linguaggi e ricerche, non possono essere giudicati con anonimi standard di mercato a dimensione privata, i linguaggi e le ricerche sono integrazioni di conquiste di artisti di culture e formazioni differenti, sintesi di scambi e contaminazioni culturali.

Consegnare i linguaggi dell’arte, al solo mercato degli “addetti ai lavori”, è qualcosa di strutturalmente funzionale a gruppi elitari di potere economico, che schiaccia culture e tradizioni.

Linguaggio dell’arte vuole dire matrice collettiva di simbolismi ed analogie che attraversano tutte le culture ed i territori.

 

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