#Coscienzacreativa #Nuraminis

#nuraminis
#coscienzacreativa

“Cosa vuole dire processo creativo?
Vuole dire risolvere dei problemi e delle problematiche della comunicazione in modalità non convenzionali, se tutti rispondono a uno stesso stimolo nella stessa maniera, è processualmente creativo elaborare risposte e soluzioni differenti, calibrate su una modalità di pensiero che non è imposta, un esempio?
Indossare una maschera come se si fosse un supereroe per attirare l’attenzione sul proprio stile e la propria ricerca linguistica dell’arte, come ha fatto Manu Invisible, pensateci, prima di lui non esisteva la professione artistica dell’essere Manu Invisible, il suo studio, tradotto prima in passione e poi in metodo è diventato il suo lavoro, oggi è un artista di fama internazionale tra street e public art.
Ma pensate anche a Francesco Liori, in arte Fr3nk, anche lui un ex studente del FOISO FOIS (come Manu Invisible), prima di lui non esisteva la maschera di scena di Salmo, non esisteva la Machete Crew e neanche il brand Doomsday, queste cose le ha determinate lui, con il suo studio tradotto in passione che è diventato prima metodo di studio e poi lavoro: lui è il suo lavoro.
Stesso discorso per Paola Pinna, anche lei ex studentessa del FOISO FOIS, oggi una delle principali esponenti del movimento della cripto art e degli Nft su scala internazionale, quest’anno chiamata anche a celebrare i cinquant’anni dell’Adidas, prima di lei nessuno aveva pensato di utilizzare un software di progettazione di videogame per celebrare con uno spot artistico d’animazione (con i propri contenuti) un brand globalizzato in maniera creativa: i creativi operano così, si muovono su traiettorie del possibile individuali che poi diventano patrimonio e linguaggio comune.”