Covid 19: Rinascimento?

Covid 19: Rinascimento?

 

In questo millennio, prima del Covid 19, arte e artisti erano poco interessati a discorsi di linguaggio, stile e parevano privi di tensione verso un qualsiasi rigore di ricerca formale,

Tutti potevano essere tutto, e tutti potevamo essere artisti, questo avveniva nel nome di una realtà mobile, provvisoria e fluida che doveva andare avanti, che non si poteva arrestare.

Il sistema dell’arte tradotto in economia fagocitava tutto, assorbiva proposte dissimili, contrastanti, eterogenee e opposte.

Ci si ritrovava e ci si riconosceva soltanto in ambiti d’idee legati alla logistica o alla generazionalità.

La percezione dell’arte nell’immaginario collettivo e connettivo era frammentaria e nella migliore delle ipotesi eclettica.

Arte era ambito letto dai più fuori da ogni logica di studio linguistico, qualcosa che andava dall’impegno creativo politico sociale al Museo, passando per traiettorie da Grande Fratello intime e domestiche.

L’artista non doveva fare altro che osservare il mondo in modalità disimpegnata, con la libertà d’essere e proclamarsi pittore, scultore, fotoreporter, videomaker o quello che voleva, fino ad arrivare all’abominio dell’art influencer.

L’artista era il banale, il quotidiano e il luogo comune, era il privato e il domestico messo in piazza, era l’arte a portata di tutti, era la sanatoria dell’arte per tutti che attestava l’ignoranza di tutti, era il fai da te privo di regole, la sublimazione del piacere dell’ego privato e soggettivo.

L’artista confondeva l’arte con la banalità del suo processo creativo individuale, era il primo virus letale della dimensione universale linguistica dell’arte.

La banalizzazione dell’arte e della storia era quotidiana, epopea del fai de te che sostituiva l’arte in nome di un intrattenimento che qualcuno chiamava lavoro o investimento.

L’arte era ridotta a cronaca virtuale nella quale bisognava entrare per cercare lavoro, tutti si doveva essere bizzarri, eccentrici, mondanamente museali.

I Musei rinunciavano al loro ruolo storico e si aprivano a masse indistinte e indiscriminate, sempre più povere e volgari, il tutto avveniva nel nome della loro stessa negazione, i Musei e la storia non dovevano avere limiti, non serviva lo studio per accedervi, non erano un luogo d’approfondimento, erano diventati un luogo di stordimento.

Il sistema dell’arte si era sostituito a se stesso autodissacrandosi per legittimarsi, all’universale si era anteposto il quotidiano, era in ginocchio molto prima del Covid 19, era svuotato di contenuti in ogni suo nodo di rete (forse solo nella Accademie e nei Licei si conservava un barlume di serietà, ma non in tutte le scuole e cattedre), nel nome dell’offrire a tutti una possibile soluzione a una ricerca d’identità individuale si è nullificato.

Il contenuto del bello dell’arte si era ridotto a essere confinato all’educazione civica.

Il sistema dell’arte serviva soltanto a lavorare, per questo tutti volevano entrarci, era l’accesso professionale al mondo globalizzato, la civilizzazione, l’ascesa sociale, nel nome di questo le culture si mescolavano, ibridavano e improvvisavano nella loro identitaria espressione artistica.

L’altro mondo era ciascuno di noi, tutti molteplici, tutti globali, tutti mondiali, il divario tra la conoscenza era solo nella disconnessione, il disconnesso non poteva prendere parte al grande spettacolo, insomma il mondo dell’arte era stato culturalmente sterminato in larga parte molto prima del Covid 19.

Il Covid 19 è la possibilità di riportare l’arte a una sua dimensione concreta, terrena, residente, con i contenuti da ricercare esclusivamente negli individui che la praticano nel quotidiano.

Il Covid 19 riporta l’arte alla sua origine, quella animale, tribale, quasi cannibale, da qui ripartirà la ricerca di stili e linguaggi che in ogni dove possano coniugare nuovi mondi e universi, questo può essere il Rinascimento Artistico di questo millennio fin qui spettacolare nel suo oscurantismo crepuscolare, qui e ora la pratica dei linguaggi dell’arte tradotta in studio, può aprire inediti scenari, traiettorie e mondi.

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