DALLA LEGA ALLA TRAP FINO ALLE HIT DANCE DE IL PAGANTE

L’OSSESSIONE PER IL BENESSERE DEGLI ANNI ’80-’90:

DALLA LEGA ALLA TRAP FINO ALLE HIT DANCE DE IL PAGANTE

Molti dei lettori ricorderanno l’episodio di Salvini al Papeete dell’estate scorsa: un’orgia di nostalgismo fintamente coatto messo in scena da giovani e meno giovani, impegnati a rievocare in maniera “divertente” l’Italia godereccia pre crisi 2008.
Abbiamo parlato più volte del nostalgismo acefalo della scena trap per gli anni ’80-90, continuamente richiamati attraverso le basi copiate paro paro dalle hit di quegli anni, i brand e film citati nei testi.
Oggi vediamo l’altra faccia dello stesso fenomeno, ma da un’angolazione diversa:
il trio milanese Il Pagante infatti rimesta lo stesso immaginario e si strugge della stessa nostalgia, ma lo fa coscientemente e “criticamente”.
Partiamo dall’ovvio: Il Pagante non fa né rap né trap, ma dance pop con testi “intelligenti”.
Cosa significa intelligenti in questo contesto?
Significa che il trio meneghino evoca attraverso musica, testi, look ed estetica dei video la Milano da bere ottantiana, mischiata agli anni ’90 del Berlusconi padre-padrone d’Italia, ma lo fa in maniera critica, ironizzando sui vizi politici e di costume di quel periodo storico… eppure se andiamo a scavare sotto la superficie scopriamo che la critica non è mai pungente, che l’ironia serve a distanziare l’ascoltatore per permettere di rimanere nei pressi dell’oggetto amato avendo l’illusione di poterlo controllare.
Abbiamo detto che Il Pagante non fanno rap né trap, ma questo non significa non ne siano influenzati:
l’uso del linguaggio e l’estetica con cui ricostruiscono all’infinito l’Italia pre crisi deve molto alle innovazioni della Trap, così come la critica a quegli anni è debitrice del rap consciuos molto mainstream degli Articolo 31 periodo “Italiano medio” e del J-Ax di “Comunisti col Rolex”.
Non è un caso che il trio si formi nel 2012, proprio quando Guè Pequeno importa la prima Trap in italia, e esploda nel 2016 proprio quando la Trap si afferma commercialmente fra i giovanissimi.
A differenziare Il Pagante dalla Trap è una questione di posizionamento generazionale: pur essendo classe 1992, il trio guarda alle nostalgie, ai pregiudizi, agli odi e agli amori dei millennials invece che aderire all’immaginario post novecentesco della generazione nata tra la fine e l’inizio del nuovo millennio. La questione generazionale diventa anche una scelta di habitat: Il Pagante infatti trova il suo ambiente naturale nel mondo delle discoteche commerciali milanesi, mondo ripetutamente sfottuto eppure scelto come casa (sia a livello d’immaginario che economico).
Il problema non è quindi la Lega o la supposta ignoranza della Trap, è che c’è una fetta cospicua e politicamente trasversale degli italiani che ha una nostalgia inconfessabile per gli anni ’80-90, anni da cui vengono eliminati tutti i problemi politico-sociali e di cui rimane solo l’aura di un benessere diffuso nelle varie classi sociali.
Una nostalgia inconfessabile che riemerge continuamente attraverso i richiami estetici, non riuscendo (o non volendo) articolarsi in un discorso politico organico.
Federico Leo Renzi
https://www.youtube.com/watch?v=gLQuK9gApxA
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