DALLE STELLE AL RIDIMENSIONAMENTO

DALLE STELLE AL RIDIMENSIONAMENTO

Accomunati dal piano sopraelevato che li riunisce nella stessa sala deludono, non inaspettatamente, sia l’artista premiato con il leone d’oro, il pellerossa transfrontaliero rinnegato dai puristi delle riserve, Jimmie Durham, il Blue Chip delle aste picassiano-picabiano George Condo e Julie Merethu. Diciamo che se non vanno proprio male se la cavicchiano ma niente di piú . Siccome Rugoff ha diviso la presenza di ogni artista nelle due sedi, Giardini e Arsenale, aspetto di vedere se all’Arsenale i nostri tre hanno portato di meglio.

Per quel che vedo ora, in questa sala dei Giardini non brillano.

La Merethu senza l’aiuto di stampanti e computer e dovendo lavorare a mano si rivela una banale pittrice astratto gestuale.

I riferimenti ad avvenimenti sociali vari accampati a motivi ispiratori dei suoi quadri sono del tutti arbitrari e ardui da identificare.

Pretenziosità che comunque già c’era nel suo lavoro precedente.

La confezione è buona, la vernice satinata è stesa in modo impeccabile e lo spray dorato brilla ma il tutto non sostiene l’interesse.


Condo replica la sua ennesima versione di trasposizioni picassiane con fattezze ironicamente disneyane ma dovendo far grande diventa più serioso e da lontano sembra pericolosamente davvero un imitatore di Picasso fuori tempo massimo come se ne potevano vedere ancora in certi paesi sudamericani e mesoamericani negli anni settanta.
Immagino che Durham abbia installato qualcuno dei suoi feticci da stregone, in cui eccelle, all’Arsenale.

Qui ha invece avuto la non originalissima idea di esporre una lastra di marmo (serpentinite) raccontandoci da dove viene, chi è lo sfruttato che l’ha estratta e che strada ha fatto per arrivare a Venezia.

Boh non mi pare una grande idea.


Nella stessa sala dei tre ci sono i brutti dipinti di Taylor, brutta bad painting anche se sorretta da riferimenti afroamericani e l’installazione abbastanza inutile di Nairi Braghamian, della quale poco ci importa che stia assieme e non caschi grazie ad elementi in cera e a sostegni di sughero.

 

Walter Bortolossi

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