DALL’EMERGENZA SANITARIA ALL’EMERGENZA FASCISTA

DALL’EMERGENZA SANITARIA ALL’EMERGENZA FASCISTA: L’ESECUTIVO DRAGHI HA TROVATO IL PRETESTO IDEOLOGICO PER GIUSTIFICARE LA SUA PERMANENZA AL POTERE
L’assalto di ieri alla sede nazionale CGIL ha permesso una saldatura inedita fra i partiti dell’esecutivo di destra e di sinistra, Confindustria (che attraverso Draghi esprime la propria solidarietà al sindacato) e il mondo sindacale.
Una saldatura basata retoricamente nel riconoscersi nei valori della costituzione antifascista, per coprire il più prosaico interesse a difendere lo status quo prepandemico per i loro protetti, sapendo che per tutti gli altri ci sono solo lacrime e sangue…
Lacrime e sangue che stanno già cominciando a scendere, dato che Draghi, mentre ci difende dalle orde fasciste no vax, riforma il catasto, aumenta le accise, taglia il welfare e dove può rinegozia i contratti di lavoro per renderli più precari.
Questa macelleria sociale non poteva continuare ad essere giustificata dalla lotta contro la pandemia (del resto è un po’ complesso dire che l’esecutivo lotta contro il Covid mentre riapre tutto il riapribile), doveva esserci una nuova emergenza con cui giustificare lo stato d’eccezione, la sospensione della costituzione, l’assoggettamento dei media e le bastonate ai lavoratori della logistica, della GDO e della produzione che scioperano contro licenziamenti e bassi salari.
Ecco dunque arrivare come la manna dal cielo l’assalto squadrista alla sede della CGIL durante una manifestazione No Green Pass, evento che salda la lotta contro i ribelli alla vaccinazione e al pass con la lotta al fascismo, permettendo all’esecutivo di far passare per fascisti tutti coloro che per un motivo o per l’altro protestano contro la gestione della questione sanitaria, e nel contempo di gettare fra questi anche gli scontenti per le politiche economiche firmate da Draghi per conto di Confindustria e BCE.
La saldatura di tutte le istituzioni e le lobby d’interesse presenti in Italia intorno a Draghi è talmente plateale, che persino Landini ha sentito il bisogno di fare dei distinguo e non accettare l’abbraccio offertogli da Draghi e patrocinato da Confindustria:
qualcuno a sinistra per fingere una qualche opposizione ci deve pur stare, mica si può regalarla tutta alla destra meloniana.
Federico Leo Renzi
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