Daverio e l’Accademia a Cagliari che non c’è…

Fa discutere on line la provocazione del critico d’arte Philippe Daverio a Piazza Pulita, dove ragionando sul mondo Musulmano e i suoi estremisti, per cercare un riferimento culturale meno evoluto rispetto al cristianesimo compara l’estremismo Musulmano Arabo ai pastori sardi della gallura, provocatoriamente via Social Network abbiamo chiesto:

Perché Daverio come esempio d’arretratezza non abbia citato Cagliari e il suo rapporto con l’Alta Formazione Artistica, dal momento che si tratta dell’unica città metropolitana Italiana ed Europea priva di un’Accademia di Belle Arti?

Queste alcune delle risposte:

“Sarebbe stato più giusto e attinente al mestiere che fa.”

Sandra Desogus


 

“Daverio voleva fare un esempio di società poco evoluta, forse l’ esempio non è indovinato anche se io nella mia ignoranza non so come fossero i pastori della Gallura parlava al passato, per spiegare che ora nella società araba sembra prevalere un modo di pensare primitivo rispetto ad oggi. mi sembra Epoca da pittura rupestre quella a cui si riferisce, non credo ci fosse spazio per un’Accademia.

Evidentemente qualche pregiudizio sui sardi ce l’avrà dato che non penso che in Lombardia o in Piemonte ci fosse tutta questa civiltà all’ epoca a cui si riferisce lui.

Volevo aggiungere, che anche se scherzo, io appoggio e condivido la battaglia per la nascita di un’ Accademia a Cagliari”

Anna Rosati


“Mettere nello stesso calderone arabi, galluresi astorici (tra l’altro) e “primitivo”.

Questi paragoni giocati sul senso comune, o peggio sugli stereotipi mi fanno sorridere e basta.

Anche se c’è da piangere perché è come essere all’anno zero della critica.

Mi interessa di più la contraddizione contemporanea, sul nostro modo di percepire, pensare agire l’oggi…

Ma forse siamo ancora all’anno zero della critica se studiosi d’Arte usano ancora uno schema “evolutivo” per parlare della Stessa.

Ancora non ci rendiamo conto dell’etnocentriasmo intrinseco in questo ragionamento?

Il primitivismo non ha forse dato prova concreta di questa nostra ambivalenza?

Commento da gallurese e da artista: a Daverio non ho molto da dire, questi paragoni assoluti di comparazione di storia spicciola non mi sono mai interessati; parlando di oggi invece, per essere concreti/e, è innegabile che la Gallura, almeno nel settore Cultura, per la Regione Sardegna sia l’ultima ruota del carro, che sia giusto o meno, perché probabilmente è la più ricca è un qualcosa di cui parlarne seriamente.

Insomma, Cagliari – a parte per l’Accademia che non c’è – si mangia tutto. Perché tutto è pensato non in forma di rete “territorio Sardegna” ma informa di lobby e lobbettine varie.

Siamo ancora nell’800 insomma.

Altro che primitivi.

E il discorso è lungo…”

Vittoria Peregrino


 

“Quelli che lui chiama pastori Galluresi arrivarono dalla Corsica durante il diciottesimo e diciannovesimo secolo a causa della guerra contro i francesi. Scapparono con piccole barche attraverso l’arcipelago e facevano nuotare buoi e vacche da un’isoletta all’altra tenendole per le corna perché non affogassero.

Si chiamavano Colonna, Orecchioni, Muntoni, Tamponi, Giagnoni, Ferrigno, ecc. e ancora oggi caratterizzano la cultura gallurese.

All’inizio costruirono rifugi nei tafoni poi costruirono le loro fattorie chiamate Stazzi con blocchi di granito e intorno agli Stazzi nacquero i moderni paesi. La donna era il centro dello Stazzo, prendeva parte a tutte le decisioni e teneva la contabilità.

Aveva anche il compito di controllare che i confini venissero rispettati.

Ci sono esempi di donne ricercate per aver sparato ai confinanti.

Insomma D’Averio e gli italiani di Stazzi non sanno nulla e dovrebbero sciacquarsi la bocca solo a parlarne.

Se diventiamo indipendenti per questa gente controlli con Metal detector, disinfestazione e impronte dei piedi prima di entrare in Sardegna.

Fanno schifo, hanno una cultura inferiore e aberrante con un accento che fa schifo a sentirlo, l’italiano va debellato.

I primi a non sapere nulla di Gallura sono i sardi stessi, soprattutto coloro che considerano i Galluresi dei paria non sardi venduti agli arabi e all’Aga Khan per due soldi.”

Marco Oggianu


“Daverio non è uno storico dell’arte, più che altro.”

Silvia Ledda


“Il problema sta sempre nel pensare che il proprio metro di misura sia universalmente esatto.”

Cristina Floris


“Però è interessante la reazione all’affermazione: il pastore gallurese diventa categoria generale per indicare arretratezza culturale e questo ci suona insopportabilmente razzista. Poi noi adottiamo la stessa modalità trasformando persone in categorie generali per spararci addosso: i migranti sono l’esempio più attuale.

Che si sia credenti o meno, nel Padre nostro c’è un passaggio molto forte: rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori.

Averne consapevolezza sarebbe importante e non lamentarsi se si viene pagati con la nostra stessa moneta!

Per il resto, concordo: l’arretratezza di un paese si valuta dal ruolo che riveste la cultura all’interno della sua società. E come sono trattati i più deboli, direi…”

Marcello Sovjet Cadeddu

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