Dei sospesi e dei salvati di Davide Volponi

Nel suo ultimo saggio, uscito quest’anno, intitolato Luoghi di transizione, il critico e storico dell’arte Francesco Tedeschi ci conduce nei luoghi che costituiscono un confine, dal primo capitolo dedicato alla finestra (La finestra come metafora della pittura e della rappresentazione), al secondo sulle porte e sulle soglie, e, via via, attraverso i corridoi, il vuoto, il suolo, il labirinto, per terminare con il settimo e ultimo capitolo dedicato agli specchi, al tema dell’autoritratto e alle altre forme di identificazione e rappresentazione di sé. Luoghi di transizione è un saggio sui punti di connessione tra noi e l’altrove, spazi che attraversiamo nella quotidianità, senza avere coscienza dei passaggi e delle relazioni che questi confini significano. Si sofferma, invece, a riflettere sul significato di queste transizioni, Davide Volponi (Cagliari, 1973) nell’allestimento di una porta finestra affacciata sul porto di Cagliari, al Niu Café Bistrot, al sesto piano de La Rinascente di via Roma, nell’ambito di #outofthewindows  (a cura di E. Carbone)  Made For Italy, in programma dal 18 settembre , che include anche un intervento site specific di Alberto Marci, di notevole interesse.

In questo suo nuovo allestimento, Volponi prosegue la sua ricerca artistica sugli objets trouvés, spesso assemblati a costruire quelli che egli stesso ha battezzato Minimondi, spazi abitati da modellini umani in miniatura (quelli che si usano nei plastici) inseriti in contesti surreali, che disegnano spazi onirici, o del pensiero, o, ancora, dell’immaginario emotivo. Davide Volponi allestisce i riquadri di vetro della finestra come se fossero frames di una narrazione che ha come tema Dei sospesi e dei salvati, titolo che richiama I sommersi e i salvati di Primo Levi, e rimanda al suo capitolo fondamentale sulla zona grigia, con un’intelligente e sensibile sovrapposizione tra i sospesi/sommersi accomunati dall’appartenenza a quella zona grigia, che è la zona in cui il bene e il male, la mediocrità e la brillantezza, la centralità e la marginalità perdono i loro contorni nitidi, rivelando le contraddizioni dell’animo umano, sottraendogli le certezze, i conformismi, le presunzioni.

La finestra e i suoi riquadri diventano un’opera unica, aperta sulla città e il mare su cui si affacciano, creando un effetto straniante, come ne La condizione umana di Magritte: dove inizia e finisce l’opera d’arte? Davide Volponi ci suggerisce di spostare il nostro sguardo oltre i confini, fisici e metaforici, il vantaggio dei luoghi di transizione consiste forse nel loro spingere lo sguardo (e il pensiero) verso limiti meno angusti di quelli che spesso ci imponiamo.

Concettina Ghisu

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