Di Maio non venderà più bibite al San Paolo!

Io lo capisco Di Maio.

Vendeva bibite al San Paolo, arrangiando come tanti giovani napoletani, campani, meridionali e ormai genericamente italiani, perché anche al nord la vita non è certo facile.

Ora, nonostante i 5 stelle dicano di restituire parte dello stipendio, si è comprato casa a via del Colosseo.

E io che in passato ho cercato una comunissima abitazione a Roma, e certo non con vista sul Colosseo, so quanto sia caro il mercato immobiliare della città.

Se cercate on line le sue foto di qualche anno fa, vi troverete davanti un normalissimo ragazzo di paese o di periferia, coi capelli un po’ lunghi e i vestiti di poco prezzo.

Oggi, Di Maio indossa impeccabili abiti sartoriali, viene fotografato mentre fa shopping nei migliori negozi di Roma, dove una camicia costa duecento, trecento euro.

Segno che anche restituendo, eccetera, eccetera, si può permettere una casa in pieno centro e un tenore di vita che non è il mio e, immagino, nemmeno quello della maggior parte di voi.

Io penso che Di Maio si farebbe uccidere piuttosto che tornare a fare il bibitaro (detto senza classismo, perché nella mia vita ho pulito pure i cessi) e perciò il codice etico che valeva per Alfano, magicamente non vale per Salvini.

Nonostante, se pure cadesse il governo, Di Maio non andrà mai più a vendere le coca cole al San Paolo.

Si è sistemato per tutta la vita, a differenza mia e di molti di voi, alla faccia delle chiacchiere sui cittadini, il governo del cambiamento e tutto il resto.

Date un’occhiata ai rimborsi dei 5 stelle, alla diaria e tutto il resto, io ci metterei la firma, passando pure per il martire che si sacrifica nel nome del popolo italiano.

Rosario Dello Iacovo/99Posse

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