Diario di un’orientatrice

Giorni fa durante delle ore di orientamento in una scuola media ho incontrato circa otto classi a gruppi di due.
Le prime sei mi sono sembrate perfettamente disorientate, ma convinte di sapere già tutto, visto dall’alto esperenziale della loro adolescentissima età; alcune docenti, che accompagnavano i propri studenti, avevano la stessa espressione che si può avere stando in fondo ad una lunghissima fila, presso uno sportello postale, per pagare una bolletta pazza di Abbanoa.
Poi, all’incontro con ultimo gruppo previsto, entra una vivacissima e sorridente classe, accompagnata da una giovanissima, solare professoressa, che però inizialmente mi pare una studentessa di lungo corso.
Notando, al primo superficiale colpo d’occhio, la presenza di due ragazzi di colore, dopo essermi presentata, dico alla collega : “Che bella classe multietnica!”
E lei: “Si, ne abbiamo due provenienti da diverse parti dell’Africa, uno filippino, uno cingalese e uno figlio di un italiano e un’ucraina. Quando mi hanno affidato la classe, in molti mi hanno spaventata parlandone malissimo, mai io sono molto felice dei miei ragazzi”.
La grande bellezza a volte si nasconde nelle scuole medie.
Josephine Sassu, Liceo Artistico Filippo Figari di Sassari
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