DIDATTICA DELL’ARTE E SOCIAL NETWORK

DIDATTICA DELL’ARTE E SOCIAL NETWORK

L’impatto dei social media sui linguaggi dell’arte contemporanea e la loro interazione è qualcosa che non lascia dubbi sul loro potere divulgativo e didattico e la loro influenza.
Facebook ad oggi è il più potente dei social network.
Nel 2016, su una popolazione mondiale di circa 7,3 miliardi di persone, ci sono 3,4 miliardi di utenti Internet.
2,3 miliardi di persone sono attive via social network, 2 miliardi di persone sono attive via social network attraverso connessioni mobili.

In Italia sono 28 milioni gli utenti attivi via social, 24 milioni si muovono tra personal computer, tablet e smartphone.

“Facebook ad oggi è il più potente dei social network. Nel 2016, su una popolazione mondiale di circa 7,3 miliardi di persone, ci sono 3,4 miliardi di utenti Internet. 2,3 miliardi di persone sono attive via social network, 2 miliardi di persone sono attive via social network attraverso connessioni mobili.”

Linguaggi e ricerche artistiche, si muovono oramai disintermediati su piattaforme social come Facebook e Google.

Facebook è ormai industria editoriale specializzata, i linguaggi e le ricerche artistiche, le didattiche dell’arte, Laboratori di licei e di Accademia viaggiano e divulgano i loro concept via social network.

Società tecnologiche come Apple, Google e Facebook, hanno soppiantato di fatto l’industria editoriale e manualistica tradizionale.
L’artista che scrive via social, è un artista che si guadagna la capacità di controllo sul proprio destino e percorso.
Quando scrive su di se e sul suo lavoro, con il suo linguaggio assume il controllo di sé, capite quanto sia importante che il suo lavoro sia diretto e non intermediato?
La scrittura dell’artista su se stesso, l’autodetermina come personaggio d’invenzione, quello che scrive l’artista su se stesso gli permette di determinare e controllare il destino del proprio lavoro e del proprio linguaggio.
In questo secolo la memoria dell’artista, la sua scrittura, passa per blog e social network.
L’artista che scrive del suo lavoro è nel sistema, legge e scrive, non può scrivere senza leggere e non può leggere senza scrivere, questo accade nel contesto dei linguaggi dell’arte contemporanea dove tutti i contenuti si miscelano.

“In questo secolo la memoria dell’artista, la sua scrittura, passa per blog e social network. L’artista che scrive del suo lavoro è nel sistema, legge e scrive, non può scrivere senza leggere e non può leggere senza scrivere, questo accade nel contesto dei linguaggi dell’arte contemporanea dove tutti i contenuti si miscelano.”

La lettura dell’artista in questo secolo è ipertestuale, sonda e conosce le cose e le situazioni velocemente, condivide pareri ed opinioni via internet, parla un linguaggio che definire “internazionale” è errato, il linguaggio dell’arte contemporanea è globale, la sua è una comunicazione con altri artisti definiti via web con pertinenza da un algoritmo.

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