Diritti civili per rimuovere la guerra?

In Ucraina non si scontrano solo due imperi, ma due oligarchie talmente simili da essere indistinguibili:

i baroni delle mafie russe nati dopo le liberalizzazioni seguite al crollo del regime sovietico e gli ultracapitalisti americani nati con la demolizione dello stato sociale in Occidente.


L’affermarsi del culto della personalità di Zelensky non solo in Ucraina (dove la cosa potrebbe essere comprensibile) ma perfino nel resto d’Occidente ha qualcosa di inquietante.

Qui il capo dell’esecutivo ucraino finisce fra Buddha, Ghandi e Cristo come uno dei guru che hanno contribuito al progresso morale dell’umanità.


La trasformazione del calcio femminile di serie A da sport dilettantistico a sport professionista, la sentenza sul doppio cognome, la ripresa del DDL Zan in parlamento:
è evidente che i media e il governo vogliono distrarre l’opinione pubblica dal conflitto ucraino e occupare lo spazio del dibattito pubblico con discussioni sui diritti civili.
Questi quasi 3 mesi di immersione in argomenti come guerra, rincaro energetico e beni prima necessità, aumento della disoccupazione di massa, possibile terza guerra mondiale, hanno creato agitazione e attriti nel paese, una serie di malumori trasversali agli schieramenti e alle fasce della popolazione.
Ricompattare i fronti politici grazie all’ormai annosa questione dei diritti civili serve non solo a coprire l’opposizione di almeno il 50% degli italiani all’attuale guerra in corso, ma a dividere nuovamente l’opinione pubblica in sinistra e destra.
Federico Leo Renzi