DUE PAROLE ONESTE SU ENRICO BERLINGUER

DUE PAROLE ONESTE SU ENRICO BERLINGUER
Premetto che sulla mia pagina social, potete trovare anche tre foto su Berlinguer e la sua venuta a Cagliari, 1984.

E che per due volte salii sul suo palco per filmarlo.

Quindi nessuna acredine contro di lui.

Quello che mi disturba, è il tentativo di alcuni nostalgici, di beatificarlo, di ricostruire il PCI, come il vero, grande partito della sinistra.

Ricordo prima di tutto che, alla fine della seconda guerra mondiale, le potenze vincitrici si divisero il mondo.

E l’Italia fu assegnata agli americani.

Togliatti, preferì non scontrarsi con l’esercito americano, per non fare la fine dei partigiani greci.

Da quel momento il PCI cessò di essere “comunista” e rivoluzionario, diventando un partito socialdemocratico, che non pensava più a prendere il potere con la lotta armata.

Per cui si adattò ad essere un partito borghese e a convivere in uno stato a capitalista.

Da qui l’epiteto di partito “revisionista” lanciato dagli extraparlamentari. Che faceva imbestialire il PCI, ma che era nei fatti.

Cosa poteva essere infatti un partito che aveva abbandonato i principi del marxismo – leninismo, se non un partito borghese e filo capitalista? Berlinguer non fece nulla per cambiare le cose, né poteva farlo.

Sostenne che preferiva l’ombrello della NATO al patto di Varsavia e che si poteva andare al potere, anche con la DC, il maggior partito della borghesia, magari col compromesso storico.

Da qui lo slogan: COMPAGNO BERLINGUER / LO DICONO DAL CILE / IL COMPROMESSO STORICO / LO FANNO COL FUCILE.

Salvatore Sardu