Eat Shit and Die

Il mio Artblitz al Palazzo Cavour di Torino nel 2014

ONE TORINO: SHIT AND DIE – CURATED BY MAURIZIO CATTELAN, MYRIAM BEN SALAH AND MARTA PAPINI

 

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Eat Shit and Die

“…mi vanto di aver celebrato la pigrizia nelle arti. Mi chiedo se la gente continuerà a credermi.” Cosi risponde Duchamp a Descargues che gli chiede conto della sua ancora intensa attività in ambiente artistico nonostante avesse annunciato di volersi dedicare solo al gioco degli scacchi.

Grande Maurizio Cattelan hai vinto ancora una volta tu, ed io sono contento, alla faccia di tutti quelli che dicono che sei un mistificatore alla Marcel. Quel giorno 6 novembre 2016 c’ero pure io in fila per entrare alla mostra “Shit and Die” curata da Maurizio Cattelan, Myriam Ben Salah e Marta Papini.invito-piu

Ero lì in veste di parassita e mi sono ritagliato un posticino lì fuori, perché per essere “dentro” bisogna essere molto più bravi di quanto riesca a fare io, ma giuro che continuerò a provarci, lo devo fare per non buttare al vento trent’anni di durissimo lavoro e per non deludere tutti coloro che credono in me.

 

L’opera più bella era il titolo

“Io senza gli altri, non sono nessuno sono davvero vuoto. Rubando qualche frase qua e là è dai tempi della scuola che vado avanti cosi: la mia maestra si arrabbiava perché non avevo neanche la furbizia di copiare dagli studenti più bravi. Mi vergogno e io mi ci sento un ladro che deruba la fiducia di tutto il mondo dell’arte.”

 

Questa la disarmante sincerità con la quale Maurizio Cattelan risponde a Francesco Bonazzi in un’intervista pubblicata su JULIET n.119 nel 2004. Ragazzi, ma come si fa a continuare a criticare un artista che può permettersi di dire queste cose?

Questo era quello che era necessario dire in quel momento, e lui l’ha detto ed io credo che Maurizio non stia barando, è arrivato, dove è arrivato perché è stato ed è il migliore, il più intelligente, il primo a capire quello che bisogna fare e come farlo e come esattamente bisogna comportarsi per ottenerlo.

Trovo stupido, e anche noioso, continuare a criticare un artista italiano che è riuscito raggiungere un successo internazionale come quello suo.

Per quel che concerne la mostra ribadisco, quello già detto anche in altra sede e cioè, che trovo il titolo scelto da Maurizio l’opera più bella che c’era nella mostra, difatti è anche quella più venduta ovunque essa venga stampigliata o riprodotta.

eatshitanddie-2Non sono, invece, d’accordo con chi dice che tutto il resto sia stato solo un necessario contorno per promuovere il brand “SHIT AND DIE”, anche perché io avrei fatto carte false per far parte di quel contorno. Anche se alla mia maniera un po’ forse ci sono riuscito, con l’intervento visibile in parte nelle foto qui esibite, ma stare sempre fuori, ora che sono in piena stagione invernale, se prima o poi non mi fanno entrare dentro rischio di morire di freddo.

Ma forse sono già morto e non me ne sono accorto?

pino boresta

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