ELEZIONI EUROPEE 2019

ELEZIONI EUROPEE 2019

Ogni messaggio politico veicolato in qualche misura dalla macchina di disinformazione di massa, ha lo scopo di fornire consenso popolare alla gestione di un sistema sociale nell’ambito del quale la maggioranza della popolazione è indotta a remare sempre e comunque contro sé stessa, e le elezioni europee non sfuggono a questa realtà.
Penso che tutti abbiano notato il peso soverchiante che assume ad ogni elezione l’analisi dei flussi elettorali, ma pochi, veramente pochi si rendono conto che essa ha il compito di coprire l’inconsistenza o, per meglio dire, l’assenza di una contrapposizione d’obiettivi di fondo reale fra vincitori e sconfitti.
La cosa è divenuta particolarmente evidente quando Berlusconi si è inventato di sana pianta l’esistenza di un pericolo comunista, per poter dare un connotato di contrapposizione di classe a quella che era, come sempre, una guerra per bande per la supremazia nella gestione dello Stato della Borghesia.
Poche cose sono state più chiare e incomprese di questa.

Di tutta l’operazione beneficiò anche l’intera parte d’opposizione che veniva definita di sinistra, che rafforzò l’idea d’essere un’alternativa di classe mentre in sostanza perseguiva gli stessi obiettivi di potere delle altre forze politiche.
Com’è dimostrato dalle ultime elezioni europee, anche questo espediente ha perso smalto, essendo ormai cancellata dalla memoria la stessa possibilità di un’alternativa reale al capitalismo.
Eppure un minimo d’analisi della natura del capitalismo nella fase imperialista, oppure, che so, uno scampolo di memoria storica scevra da trionfalismi immotivati, ma ancorata stabilmente agli avvenimenti reali, non può che portare alla conclusione che l’unico modo per cambiare è quello di distruggere il capitalismo stesso.

Distruggerlo culturalmente e fisicamente intendo.


Difficile da capire e ancor di più da attuare, ma sarebbe già qualcosa se ci si ricominciasse a pensare.


L’alternativa è quella di continuare a caratterizzarsi come carne da macello volontaria per la mensa dei ricchi, ma, in questo caso, sarebbe più onorevole un semplice, consapevole suicidio, anche se, ad essere realisti bisogna dirlo, così si esclude anche la possibilità di qualche posticino nella greppia del capitale, che all’atto pratico risulta sempre appetibile.

G Angelo Billia

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