Enrico Lobina: “Sulle elezioni di Cagliari, sulle elezioni, e su Cagliari Città Capitale”

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“Questione morale, insediamento sociale (diverso e diversificato), formazione e cultura, iniziativa politica. Da un intervento su questi quattro campi cresce un progetto di liberazione della Sardegna. Non solo politica dobbiamo fare, bensì ristabilire relazioni di comunità.”

Cagliari Città Capitale, che è un laboratorio politico nato poco meno di un anno fa, dove uno vale uno, ha cominciato una discussione interna che lo porterà, velocemente, a rinnovare i propri organismi dirigenti.
I ballottaggi permettono di avere un quadro chiaro di ciò che è successo in Sardegna ed in Italia.
Qua presentiamo alcune brevi osservazioni.

Prima di andare per ordine, chiariamo che il risultato di Cagliari Città Capitale è una sconfitta.

Ma andiamo, appunto, per ordine, e queste osservazioni si leggano insieme a quelle compiute da Gigi Marotto qualche giorno fa https://pierluigimarotto.wordpress.com/2016/06/07/zedda-ha-vinto-la-sua-sfida-i-cittadini-sono-sempre-sovrani/

Osservazione n. 1
Zedda ha vinto le elezioni di Cagliari in un contesto di forte aumento dell’astensionismo, anche in elezioni con un grande numero di candidati.

La partecipazione degli aventi diritto al voto è di circa il 60%.

Osservazione n. 2
Così come per la seconda elezione di Delogu e di Floris, si conferma in massa un voto di continuità a favore della riconferma nel suo secondo mandato del sindaco uscente, che proviene da un elettorato medio-anziano, che non si fa sentire nel dibattito sociale e culturale, ma che a Cagliari conta nelle urne.

Osservazione n. 3
La destra è andata in soccorso di una coalizione che ancora viene definita di centrosinistra.

La lista del Psd’Az è stata quasi completamente formata da persone di destra (nulla di male, basta saperlo e dirlo). Nel PD, nell’UPC, nel CD (Centro Democratico) e nel PdS (Partito dei Sardi) alcune candidature erano chiaramente riconducibili a destra.
Senza questo apporto si sarebbe andati al ballottaggio, e questa tornata di ballottaggi ci dimostra come tutto può succedere al secondo turno.

Osservazione n. 4
Cagliari Città Capitale ha un voto negativo sia nel voto al sindaco che nel voto alle liste.

Nonostante alcuni risultati personali positivi, si segnala dall’analisi dei risultati sezione per sezione una mancanza di insediamento.

Non è stato raggiunto, inoltre, né un voto di opinione, né un voto politico, e neanche un voto programmatico.
Il voto ai partiti è stato più negativo che il voto alle liste civiche.

Alcune organizzazioni (circolo Me-Ti, Sardegna Sostenibile e Sovrana) hanno espresso una presenza elettorale ed organizzativa accettabile. Alcune candidature sfumate hanno contribuito al risultato negativo.

Osservazione n. 5
Le organizzazioni con le quali sono stato eletto nel 2011 (Rifondazione, Comunisti Italiani), hanno caratterizzato la mia candidatura del 2016 come una candidatura “di sinistra”, facendo passare in secondo piano l’aspetto civico, indipendentista, sovranista ed ambientalista della coalizione.
Quelle stesse organizzazioni, che aderiscono saldamente in Sardegna al centrosinistra, continuano a sostenere il PD.

Altre organizzazioni indipendentiste ed autonome dal PD hanno deciso di non fare campagna elettorale.

Osservazione n. 6.
Cagliari Città Capitale elegge una consigliera di municipalità a Pirri.

Su Pirri il laboratorio ha prodotto un lavoro specifico, che ha dato dei primi frutti, ed è un punto da cui ripartire.

Pirri ha 32.000 abitanti e, da sola, sarebbe la sesta città della Sardegna.

Osservazione n. 7
In Italia il PD crolla, e si afferma il Movimento 5 Stelle.

In Sardegna il PD perde dappertutto i ballottaggi, e non esiste una proposta unica che lo affondi.

Mentre i Cinque Stelle vince a Carbonia, ad Olbia riemerge l’intramontabile Settimo Nizzi.

Osservazione n. 8
Il risultato negativo di CCC ha ragioni in approcci scorretti alla comunicazione, al tipo di propaganda, ad alcuni errori di me, del candidato Sindaco, compiuti in questi anni.
Sarebbe però riduttivo cavarsela così.
Il nostro compito è creare un campo politico, un discorso politico ed un popolo.

Questo obiettivo manca da molti anni. In queste elezioni abbiamo dimostrato che esistiamo (altri neanche esistono), ma quei compiti ce li dobbiamo porre.

Ci si metta a studiare e non si abbia paura di soluzioni di rottura.
La soluzione non è sperare in una giravolta del PD.

Il quadro europeo, delle (sic) socialdemocrazie europee, ci rende una immagine di forze reazionarie e centraliste.

Non è mandando via Renzi che si risolve il problema.

Osservazione n. 9
Propongo ai movimenti, ed ai partiti a noi vicini, che pure in Sardegna esistono e sono frutto di un lavoro generoso ed indefesso, di ripensare se stessi.

Non possiamo fare movimento e fare attività di partito come se non ci fossero decenni di passi indietro.

La Sardegna vive un annichilimento demografico, economico e culturale, al quale dobbiamo contrapporre un’altra idea di economia, di Mediterraneo, di relazioni di potere e culturali.
Cagliari Città Capitale, che mai ha vissuto di personalismi e sempre ha avuto un carattere aperto ed inclusivo, è a disposizione.

Osservazione n. 10
Questione morale, insediamento sociale (diverso e diversificato), formazione e cultura, iniziativa politica.

Da un intervento su questi quattro campi cresce un progetto di liberazione della Sardegna.

Non solo politica dobbiamo fare, bensì ristabilire relazioni di comunità.

 

Enrico Lobina

 

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