Facciamo un ragionamento sui sindaci

Adesso che non piove, facciamo un ragionamento sui sindaci, che sono il presidio fondamentale di tutela e sicurezza degli abitanti del territorio.

Un sindaco/a che non capisce le comunicazioni della protezione civile, perché non sa che differenza c’è tra “rischio idraulico” e “rischio idrogeologico”, è un grosso probblema, sebbene democraticamente legittimato a sedere su quella sedia.

Un sindaco che non partecipa agli incontri di formazione della Protezione Civile (non ci va quasi nessuno perché “sono impegnato”) dovrebbe essere perseguito penalmente.

Il sistema ha molte falle, ma l’ignoranza e l’analfabetismo di un sindaco, alimentato dal menefreghismo e dalla leggerezza, fa danni.

Tanti.

Piccola esperienza personale: quando sono stato nominato Presidente del Conservatorio (presidente del CDA, responsabile ultimo della sicurezza, parte datoriale nella contrattazione, rappresentante legale dell’Istituzione, ecc), la prima cosa che ho fatto è stata umilmente quella di mettermi a studiare.

I tanti risultati che abbiamo raggiunto durante questi due mandati, sono dovuti anche al mio studiare e al mio farmi consigliare da chi ne sa più di me.

Secondo me un sindaco dovrebbe fare lo stesso.

Perché oggi sembra che fare il sindaco sia protestare con il Governo perché “siamo stati lasciati soli”.
Ci sono tante cose da fare.

Soprattutto studiare e essere umili.

Ti hanno eletto sindaco/a, non ti hanno iniettato la competenza per endovena.

Gianluca Floris

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