FACEBOOK VISIONE PLASTICA DEL SISTEMA

FACEBOOK VISIONE PLASTICA DEL SISTEMA

Il secolo scorso si è concluso come il secolo dell’artista qualunque, il secolo dove l’artista ha cessato di essere tale per presentarsi con una costruzione di se mediocre.

Koons, Cattelan ed Hirst sono oggi star soltanto per merito dell’industria culturale editoriale specializzata, anche l’utente a cui si rivolge il loro prodotto è un utente senza qualità, un utente che subisce rumors da editoria specializzata pianificati a tavolino.

L’artista (ma anche il politico) di fine secolo scorso, è un banale uomo qualunque comune, posto al centro d’interesse economici privati e tutelato dall’idiozia dell’addetto ai lavori, l’antesignano dell’artista che in questo secolo si muove in cerca di strategie per incrementare i suoi like su Facebook, con lo stesso Facebook che conosce tutti i tratti caratteriali, le abitudini e preferenze politiche di tutti gli “addetti ai lavori” del sistema dell’arte, basterebbe accedere al Big Data dei più influenti artisti ed addetti ai lavori di questo secolo per avere chiaro come funziona il sistema dell’arte contemporanea, e come certi interessi pubblici e privati si traducano in investimento su questo o quell’artista.

Pensateci un attimo, uno come Maurizio Cattelan ha mai dichiarato le sue intenzioni di voto?

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