Fausto Delle Chiaie e il suo “Open Air Museum”

Fausto Delle Chiaie e il suo “Open Air Museum”

 

Per noi Fausto Delle Chiaie è il più grande artista vivente, e gli conferiamo il nobel delle arti e sennò il Turner prize.

L’artista vuole solo fare la sua arte, si toglie il cappello ed attraversa il mondo.

Uomo elegante ci accoglie all’Ara Pacis a Roma davanti al mausoleo di Augusto, sempre in giacca e cravatta e se piove con il trench.

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“L’artista vuole solo fare la sua arte, si toglie il cappello ed attraversa il mondo. Uomo elegante ci accoglie all’Ara Pacis a Roma davanti al mausoleo di Augusto, sempre in giacca e cravatta e se piove con il trench.”

L’oper air museum.

Un giardino di Boboli a Roma dove alla magniloquenza del grottesco si sostituisce un arte dell’ironia ed un nuovo punto di vista sul mondo.

Un artistica istallazione che è un ready made espanso gli stessi spettatori attraversano l’opera, l’intera piazza è opera come se tutti fossimo sculture viventi dopo Piero Manzoni, dopo Beuys l’ara pacis è l’arena con resti e spoglie di un ricercatore di un artista travolgentemente candido e cortesemente ironico.

La tavolozza è la spazzatura l’acqua che buttata atterra evapora subito ad agosto.

Dopo soggiorni internazionali; Belgio, Francia, Inghilterra; Fausto Delle Chiaie romano di nascita e trasteverino nato a vicolo del Leopardo, inizia ad esporre per il pubblico dell’urbe, pubblico internazionale per eccellenza.

Una cerchia di amici: Maurizio Casano, il poeta Sergio Sarritzu, Gerardo il play boy, Monica Casetti, sorella di quel libraio-gallerista che a Roma da venti anni fa mostre e ricerca tesori, Federico e Yong i più veri custodi dell’archivio delle Chiaie .

Mi fido solo dei miei ricordi ma in rete si troveranno le belle gesta di un arte pubblica senza appoggi di alcun istituzione.

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“Un artistica istallazione che è un ready made espanso gli stessi spettatori attraversano l’opera, l’intera piazza è opera come se tutti fossimo sculture viventi dopo Piero Manzoni, dopo Beuys l’ara pacis è l’arena con resti e spoglie di un ricercatore di un artista travolgentemente candido e cortesemente ironico. La tavolozza è la spazzatura l’acqua che buttata atterra evapora subito ad agosto. Dopo soggiorni internazionali; Belgio, Francia, Inghilterra; Fausto Delle Chiaie romano di nascita e trasteverino nato a vicolo del Leopardo, inizia ad esporre per il pubblico dell’urbe, pubblico internazionale per eccellenza.”

L’opera più intrigante?

“Lilly finiscila”, un cagnetto di pongo di colore bianco che sembra modellato da Giacometti.

La zampetta è a 45 gradi e lascia la sua torrenziale pipì, lungo la via.

Dove lo posizioni fa pipi e si tratta di acqua versata da una bottiglia di plastica.

“Pic and nick” due pupazzi di pongo sempre altri una ventina di centimetri attaccati a questo object trouvè che sono le bottiglie di plastica, indispensabili per il caldo delle giorante di vacanza.

L’uomo è di pongo è plasmabile ma il pongo ha un anima di ferro, una metafora, il pongo delle scuole elementari dell’arte che si presenta al talento di ognuno ma poi si cresce e smette purtroppo, il pongo che sembra esplosivo al plastico.

Ogni opera ha un titolo in due lingue, dei cartoncini scritti a pennarello riportano il titolo sotto l’opera ed i cartoncini sono fissati con due palline di pongo rosso e bianco.

Noi vorremmo lanciare un messaggio a favore di Fausto dopo la sua presenza ad alcune mostre internazionali dopo la ristrutturazione ormai decennale dell’ara pacis salotto di Roma, zona in parte recintata per dei restauri che non finiscono.

Delle Chiaie è dall’89 che lavora in questo sito archeologico ignorato dall’amministrazione, eppure lavora per la collettività si è inventato un ruolo.

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“Noi vorremmo lanciare un messaggio a favore di Fausto dopo la sua presenza ad alcune mostre internazionali dopo la ristrutturazione ormai decennale dell’ara pacis salotto di Roma, zona in parte recintata per dei restauri che non finiscono. Delle Chiaie è dall’89 che lavora in questo sito archeologico ignorato dall’amministrazione, eppure lavora per la collettività si è inventato un ruolo.”

Distribuisce disegni graziosi disegnati a pennarello, per migliaiai e migliaia di copie originali, che sottendono alle grazie cubiste di Picasso in modo originalissimo e non tornano indietro dall’avanguardia.

Tiene un libro dei visitatori, le firme, sono decine i volumi di quest’opera in progress, arte processuale, arte ambientale arte pubblica e installazione.

Iskra Iskra

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