Fede e pandemia!

LA SCIENZA COME RELIGIONE: UN APPUNTO TEOLOGICO SULLA FEDE DI QUESTI TEMPI PANDEMICI

Come sa chi mi segue da tempo, per formazione accademica sono un teologo specializzato in teologia politica, ossia uno studioso del rapporto fra fede-potere temporale.
Proverò in questo post ad abbozzare un’analisi teologica della Scienza intesa come religione, così come viene professata dai media mainstream, da alcuni insigni scienziati e da alcune fazioni del ceto politico.
Per comodità faremo riferimento alla situazione e al dibattito italiano, sensibilmente diversi da quello di altri contesti politico-religiosi.
Premessa: la Scienza intesa come religione, ha poco nulla a che fare con la scienza intesa come metodo di indagine e trasformazione del reale basata sul cosidetto “metodo scientifico”, ossia sul falsificazionismo popperiano.
Vedremo a breve il perché.
La Scienza così come la delinea il dibattito mass mediatico-politico è una divinità unica impersonale, che si incarna in istituzioni pubbliche (CTS, enti di controllo del farmaco, ospedali pubblici ecc), private (case farmaceutiche, ospedali privati, ecc), riviste scientifiche.
Queste istituzioni creano un clero, selezionato in base al livello di istruzione (laurea, doc, post doc, ecc) e al rank interno alla comunità scientifica ottenuto tramite pubblicazioni nelle più prestigiose riviste scientifiche e al posto di lavoro occupato nelle istituzioni stesse, pubblicazioni e posti che si ottengono tramite approvazione di pari titolati.
Un clero selezionato quindi in base alla competenza grazie al sistema della cooptazione.
Rispetto alla scienza, la Scienza rivendica l’assoluta impermeabilità, imparzialità e incorruttibilità delle sue istituzioni e del suo clero.
Le istituzioni e gli scienziati sono quindi mondi da qualsiasi pregiudizio di ceto, razza, sesso e non sono mossi da alcuna motivazione di tipo economico, ideologico, politico nel loro agire.
Il clero plasmato dalla Scienza è non solo intellettualmente competente, ma composto da elementi giunti alla perfezione morale grazie alla loro intelligenza e al loro grado d’istruzione.
Questo unire inscindibilmente grado di sapere e moralità è tipico dei sistemi religiosi gnostici, di cui la Scienza assume alcuni tratti marcati, sebbene ne rigetti altri.
Talvolta accade che il singolo sacerdote-scienziato cada, compiendo un peccato.
Il peccato contro la Scienza è di un solo tipo: la mancanza di fede nella Stessa.
L’esempio più emblematico è accaduto ad inizio di quest’anno con la pubblica accusa di miscredenza e blasfemia nei confronti del noto microbiologo Andrea Crisanti, reo di aver dichiarato in un’intervista ad un quotidiano che avrebbe letto i report sui vaccini prima di decidere se vaccinarsi o meno.
Se leggere i report prodotti dalle case farmaceutiche validati dalle agenzie di farmacovigilanza è scientificamente la posizione standard, per la Scienza-fede questo atto è una forma di miscredenza intollerabile.
Essendo le istituzioni e il clero della Scienza infallibili, l’idea di controllare il loro operato prima di assumere o meno un loro prodotto diventa un atto di scetticismo intollerabile, che va sanzionato con la momentanea esclusione dalla comunità scientifica, in cui si può essere reintegrati solo dopo pubbliche e contrite scuse e un rinnovato atto di fede nella divinità (cosa che Andrea Crisanti ha puntualmente fatto pochi giorni dopo l’intervista, sempre a mezzo stampa).
Questo processo di peccato-confessione pubblica dello stesso-rinnovo dell’atto di fede è totalmente estraneo alla tradizione cattolica (in cui la confessione è rigorosamente privata, e avviene fra l’io e Dio con la mediazione istituzionale del solo sacerdote) mentre è molto diffuso nelle confessioni evangeliche riformate, dove a perdonare il peccatore non è direttamente la divinità, ma la comunità dei santi (ossia l’assemblea dei fedeli) durante la messa.
Questo processo probabilmente è stato mutuato dal fenomeno della cancel culture anglofona, in cui caduta-confessione pubblica-penitenza-riammissione nella comunità dei santi è stato trasformato da modello penitenziale cristiano in una forma laica di pressione politico-culturale.
La Scienza quindi si configura come una religione sincretica, capace di assumere e risignificare modelli religiosi precedenti e riadattarli alle proprie peculiarità ideologiche e ai propri bisogni sociologici di mantenere unita e coesa la propria comunità di credenti.
Federico Leo Renzi
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