Focus ballottaggio Capoterra

Focus ballottaggio Capoterra

 
Bollettino politico del giorno
Sembra che gli esponenti del Pd cittadino, non riescano a digerire, che il Segretario Segretario Regionale del Partito Democratico Emanuele Cani, abbia dichiarato il suo deciso sostegno alla candidatura di Beniamino Piga come Sindaco di centro sinistra.
Una serie di diffamazioni sul conto del candidato Sindaco Beniamino Piga, hanno cominciato a viaggiare via social network, con shitstorm, miranti a metterne in dubbio l’etica e il percorso politico, piccoli imprenditori locali legati all’area d’interesse del Pd, sono arrivati a sostenere che abbia un passato da Leghista e da Forza Italiota, ovviamente nulla di vero in questo, il candidato Sindaco Beniamino Piga è sempre stato un socialista, e ovunque nel globo, anche i crisantemi, sanno che il socialismo è sempre stato a disposizione del popolo, della comunità e del territorio, in un’ottica di prospettiva internazionalista (oggi diciamo interconnessa).
L’intera campagna politica elettorale, sembra essere stata impostata, dalla sua opposizione, senza nessun contenuto politico e mirata soltanto a intercettarne il consenso o qualche poltrona in Comune.
In campo contro la candidatura di Beniamino Piga,in prima battuta, si è schierato un intero apparato apparato politico di segreteria cittadine di partiti nazionali, trasversalmente confederate, che mirano esclusivamente a mettere le mani sulle comuni e pubbliche risorse economiche capoterresi.
Al momento pare chiaro, che il Pd Capoterrese, non pare intenzionato a dare indicazioni di voto, se non viene direttamente posta sulla bilancia, una diversa ripartizione dell’eventuale maggioranza.
Argomento che pare essere un boomerang, per tutti i movimenti spontanei e la cittadinanza attiva, che sostiene la candidatura di Beniamino Piga come Sindaco.
Nodale in tutta la visione politica del possibile Sindaco Beniamino Piga, il venire incontro alle reali istanze della comunità, del territorio e dei cittadini, per progettare in una modalità condivisa, la migliore Capoterra possibile futura.
Da un lato c’è quindi una migliore Capoterra possibile futura, dall’altro una serie di faide annunciate, che renderebbe palesemente impossibile amministrare Capoterra, se non attraverso una serie d’accordi sottotraccia.
In buona sostanza, il Pd cittadino, sosterrebbe Beniamino Piga alla modica cifra di un assessorato per Isabella Murtas, poco cambia per l’altro Beniamino, Beniamino Garau, che insegue partendo da un meno dieci per cento e che si ritrova Gianluigi Marras battere cassa per un assessorato.
Nessun contenuto di comunicazione politico reale in tutto questo, da parte di chi non vorrebbe Beniamino Piga Sindaco, se non toni aggressivi di squalifica permanente, fondata sull’astio verso la giunta precedente, che nulla ha a che fare con la visione politica di Beniamino Piga (che in tal senso ha incassato il sostegno del centro sinistra regionale).
Imbarazzante la parabola del candidato Sindaco De Muru, che si ritrova indirettamente a fare pressione, per un accordo trasversale, fondato su logiche d’interessi di posizionamento all’interno di una possibile amministrazione comunale, che implicherebbe per Beniamino Piga, venire meno a quel patto e a quell’empatia diretta con la cittadinanza, nel nome di qualcosa che verrebbe percepita come un’incoerenza imperdonabile.
In altre parole, se durante tutta questa campagna elettorale, il candidato Sindaco del Pd De Muru e la sua coalizione pentastellata (mai certificata), si sono proposti (mistificando realtà e programmi) come l’unico centro sinistra cittadino, accusando il progetto politico e la visione incarnata da Beniamino Piga, d’essere antidemocratica, non partecipata e condivisa, un accordo programmatico (con i cittadini che già si sono espressi sulla sua proposta) vorrebbe dire abbraccio mortale e sconfessare i movimenti e le liste che stanno progettando e programmando con la cittadinanza, nell’interesse della medesima.
In questo momento sono attivi hub di progettazione politica condivisa, dove si studia come costruire la migliore Capoterra possibile futura, al centro di tutto questo processo partecipato, il cittadino.
La lealtà e l’etica politica non possono passare per bassezze strategiche, democrazia è essere leali con la cittadinanza che si ambisce a rappresentare, con una visione che sappia essere un network democratico sociale tecnico amministrativo nell’interesse comune, oltre posizionamenti e limiti ideologici, che si è sempre e comunque disposti a tutelare e ascoltare nel nome della democrazia partecipata.
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