Focus collezione Mameli

Pubblichiamo il focus di Ruggero Mameli sullo stato della condizione dell’arte contemporanea nell’isola.

Non possiamo che sentirci lusingati del fatto che Ruggero abbia scelto Cagliari Art Magazine per fare il punto storico e critico su una realtà contemporanea complessa, che soltanto lui come collezionista (e profondo conoscitore) ha la forza di rappresentare e incarnare, (avesse voluto, questo testo sarebbe potuto essere pubblicato sulle principali testate d’arte contemporanea italiane, ma anche questa sua scelta connota il suo campo d’azione, quello del confronto aperto con gli artisti) in una modalità anche scomoda ma di grande coerenza e onestà storica e intellettuale, buona lettura a tutti:

Focus collezione Mameli

 

Ben poco mi appassiona e mi interessa più dell’arte.

Quella di oggi. Quella dove si può interagire con l’artista.

Parlargli, ascoltarlo, vederlo al lavoro.

Imparare.

Quella viva e contemporanea nel tempo, in sintonia con sentimenti e sensazioni.

Adoro seguire i consigli degli artisti.

Io non dipingo, ma mischio e uso i colori per capirne le difficolta, i tempi e la materia.

Credo sia fondamentale per avere un’idea di quanto complicato possa essere dipingere usando una tecnica piuttosto che un’altra.

Il focus principale della Collezione Mameli è, ormai da anni, il supporto e la promozione degli artisti in Sardegna, con una speciale attenzione verso i più giovani.

La Collezione non è legata in nessun modo a nessun’altra organizzazione istituzionale; è un’entità a sé, completamente privata e non ha accesso a fondi pubblici o istituzionali, va avanti con il suo lavoro, le sue energie e le sue risorse.

Chiarisco questo punto perché in tanti ritengono che sia dovere della Collezione aiutare chiunque tenga un pennello in mano, prescindendo dalle capacita, dal talento e dall’estro dell’artista, ma per poter continuare a preservare la qualità dei lavori che entrano in collezione, da queste cose temo non si possa, ne si debba prescindere.

Il patrimonio artistico contemporaneo in Sardegna è tra i più apprezzati nel panorama nazionale e, in tanti casi, i nostri artisti competono con dignità anche nel panorama internazionale.

Galleristi americani, tedeschi, canadesi e inglesi si contendono i lavori dei nostri artisti, gran parte dei quali sono presenti in collezione.

Cosi come abbiamo alcuni bravissimi storici dell’arte e bravissimi curatori; intelligenti, preparati, intraprendenti sebbene spesso privi di sostegno alcuno da parte della pubblica amministrazione e, spesso, persino vittime di processi sommari.

Un orgoglio non da poco per un amante dell’arte, sardo da sempre e indipendentista dall’età della ragione.

Tessute le lodi dei mie amati artisti, vorrei puntare il dito verso ciò che secondo me non va.

Fondamentalmente manca il confronto.

Troppi artisti non si confrontano con il mondo, ci ritroviamo perciò con diversi artisti capaci tecnicamente, ma privi di idee e con delle composizioni di dubbio gusto.

Mancano i soggetti, mancano le storie, manca l’estro.

Cagliari è certamente la citta che sforna più artisti di qualità: i ragazzi viaggiano spesso, vedono cose nuove e tornano a casa con idee interessanti. Altri vivono a Milano e sono incredibilmente bravi.

Tutti, nessuno escluso.

Ne cito alcuni:

Giuliano Sale, Paolo Pibi, Nicola Caredda, Roberto Fanari, Silvia Mei, Claudia Matta, Silvia Argiolas, Silvia Idili e Irene Balia.

Li cito non solo perché sono bravissimi, ma perché mi auguro che gli artisti con poche idee e tanta presunzione ne traggano ispirazione e beneficio.

Nuoro è arricchita dai lavori di Vincenzo Grosso: vive tra Nuoro e Berlino e la sua ricerca sullo spazio, ormai decennale, è ricca di idee originali, tecnica e materiali.

Gianni Casagrande esce di casa difficilmente, non è un amante della mondanità, ed è un pittore anomalo.

Una via di mezzo tra il romanziere e il pittore.

I suoi lavori sono storie meravigliose.

La sua mano è originale e si distingue tra mille, cosi come i suoi personaggi, siano essi adulti, bambini o animali.

Casagrande vorrei fosse un esempio per gli artisti più giovani; autodidatta, con la sua determinazione e intelligenza, ha superato di gran lunga quello stuolo di artisti accademici che non hanno il coraggio di discostarsi dalle solite cose, non hanno ancora trovato la loro strada, e vivono tra noia, pettegolezzi e poca pittura.

Uomo coltissimo, Casagrande e, i suoi lavori, sono straordinariamente originali.

E’ il caso di “Misunderstanding or Phyllobates Terribilis vs. G.I. Joe” (2013, acrilico su tela, 40×50 cm.): una velenosissima rana gialla posata sulla scrivania nella cameretta di un bambino solleva molti perché.

Incuriosisce per l’insolita associazione e meraviglia per bellezza dell’esecuzione.

“Gianni Casagrande esce di casa difficilmente, non è un amante della mondanità, ed è un pittore anomalo. Una via di mezzo tra il romanziere e il pittore. I suoi lavori sono storie meravigliose. La sua mano è originale e si distingue tra mille, cosi come i suoi personaggi, siano essi adulti, bambini o animali. Casagrande vorrei fosse un esempio per gli artisti più giovani; autodidatta, con la sua determinazione e intelligenza, ha superato di gran lunga quello stuolo di artisti accademici che non hanno il coraggio di discostarsi dalle solite cose, non hanno ancora trovato la loro strada, e vivono tra noia, pettegolezzi e poca pittura. Uomo coltissimo, Casagrande e, i suoi lavori, sono straordinariamente originali. E’ il caso di “Misunderstanding or Phyllobates Terribilis vs. G.I. Joe” (2013, acrilico su tela, 40×50 cm.): una velenosissima rana gialla posata sulla scrivania nella cameretta di un bambino solleva molti perché. Incuriosisce per l’insolita associazione e meraviglia per bellezza dell’esecuzione. “

C’è un altro artista che si distingue nel panorama nuorese: Sebastiana Mesina.

Per tanti è un artista debole, per altri poco interessante e probabilmente hanno ragione questi e sono io a sbagliarmi, ma una cosa è certa, tra tutti è la più coraggiosa, caratteristica che apprezzo non poco, soprattutto quando si tratta del coraggio di essere sé stessi.

Continua a dipingere le sue donne, divenute ormai la sua firma.

Soggetti femminili e romantici in un ambiente dove tutti puntano sul surrealismo e la decadenza. Un po’ come Jane Austin, quando si ostinava a vivere come la sua “Emma” nelle verdi colline inglesi, intenta a innamorarsi dell’uno o dell’altro, mentre Coleridge, negli stessi anni, riduceva l’uomo a una nullità sofferente che, su una nave ormai alla deriva, con le labbra arse dal sole e dal sale, si morde i polsi per poter almeno inumidire le sue labbra, con il suo stesso sangue come in “Rime of the Ancient Mariner”.

Di Sebastiana si dice di tutto: è demodé’, e troppo femminile, piace a pochi, ma lei va avanti per la sua strada imperterrita e coraggiosa.

La vera avanguardia è questo.

Il coraggio.

Non posso non menzionare i geniali Massimiliano Rausa e Pastorello di Sassari.

Personaggi che si inseriscono a pieno titolo nella storia dell’arte contemporanea in Sardegna con le loro inimitabili capacita di esecuzione e i loro soggetti irripetibili.

Pastorello, inoltre, si è generosamente messo a disposizione di tantissimi giovani artisti creando il L.E.M, il Laboratorio di Estetica Moderna.

Fatica disumana, giacche ha dovuto mettere insieme i cocci di una cultura pittorica ormai in frantumi.

Esperimento riuscitissimo e degno di nota.

Da questa esperienza vengono tantissimi nuovi artisti e, ognuno di essi, si distingue per il valore estetico dei propri lavori.

Per il resto in Sardegna si fa poco, se non pessime riproduzioni e revival di artisti morti e sepolti tenuti in vita artificiosamente da collezionisti più interessati ai “pseudo- investimenti” che al supporto dell’arte in sé, coadiuvati da una mandria di adepti, proseliti e discepoli dediti alla volgare imitazione dei loro maestri che, se solo vedessero di cosa sono capaci oggi i nostri ragazzi, smetterebbero di dipingere.

Conosco più artisti famosi e incapaci che artisti capaci e famosi.

Oggi c’è bisogno di originalità e di idee nuove, ma tutto questo non si ottiene passando dalla palestra al bar, si ottiene con il duro lavoro e la ricerca.

La Collezione si arricchisce con una media di quindici/venti nuovi pezzi all’anno ed è sempre alla ricerca di nuovi artisti ed ogni volta che c’è un nuovo arrivato è sempre emozionante.

Le caratteristiche che cerchiamo in ogni lavoro sono sempre le medesime: lavori ben composti, ben eseguiti, idee e soggetti originali.

Preferibilmente che tolgano il fiato, che meraviglino.

E se conducono a una piccola erezione non guasta.

Ruggero Mameli

“Oggi c’è bisogno di originalità e di idee nuove, ma tutto questo non si ottiene passando dalla palestra al bar, si ottiene con il duro lavoro e la ricerca. La Collezione si arricchisce con una media di quindici/venti nuovi pezzi all’anno ed è sempre alla ricerca di nuovi artisti ed ogni volta che c’è un nuovo arrivato è sempre emozionante. Le caratteristiche che cerchiamo in ogni lavoro sono sempre le medesime: lavori ben composti, ben eseguiti, idee e soggetti originali. Preferibilmente che tolgano il fiato, che meraviglino. E se conducono a una piccola erezione non guasta.” Ruggero Mameli
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