FOISO FOIS: il creativo è cognitivo!

FOISO FOIS: il creativo è cognitivo!

 
#SanSperate
 
 
“A questo punto dell’anno, e dell’orientamento, qualcuno di voi potrebbe avere le idee chiare, qualcun altro no, a volte è proprio lo stesso orientamento a confondere le idee: 
il diritto allo studio, è un diritto che lo studente esercita consapevolmente, con i suoi genitori, se sa verso quale tipologia di percorso di studio si sta indirizzando.
Tra un percorso liceale e un altro, l’unica cosa che muta è l’indirizzo (al punto che a livello ministeriale nazionale, dal momento che s’intende la formazione culturale liceale comune, un grande laboratorio di formazione trasversale, da anni si sta discutendo sulla licealizzazione dei percorsi scolastici tecnici e professionali).
Il Liceo è da intendersi come un’unica scuola comune, con degli indirizzi di residenza, un luogo di formazione che consentirà a tutti gli studenti in uscita, di proseguire poi il percorso d’autodeterminazione formativa e professionale, come più riterranno opportuno, tutti i diplomi liceali vanno intesi come profili formativi aperti.
Chiaro che un indirizzo è fatto di strade, alcuni percorsi per raggiungere un indirizzo possono essere semplici, altri articolati:
chi vorrebbe vivere in un indirizzo difficile da raggiungere e d’abitare?
Per vivere bene il luogo Liceo, servirebbe assecondarsi, ascoltare il proprio talento, le proprie attitudini e le naturali passioni che sanno tradursi in stimoli.
Gli studenti del corso di Grafica, che curano da anni la nostra comunicazione, l’accompagnano alla didascalia “Non frequentare l’artistico”, quanta ignoranza formativa e orientativa c’è dietro una frase come questa?
L’orientamento serve anche a debellarla e a far si che possiate orientarvi in autonomia, con i vostri genitori, evitando di cascare in quella trappola del “ma se vai bene in Italiano e Matematica, perché frequentare l’artistico? Puoi studiare arte nel tempo libero…“, vi sembra possibile un approccio del genere alla complessità dei linguaggi dell’arte e della creatività contemporanea?
Pensate quanto possa essere frustrante per uno/a studente/ssa che va bene a scuola,  stimolato artisticamente dai genitori, perché l’arte favorisce e stimola conoscenze complesse, sentirsi dire “ma vai bene in tutte le materie, perché frequentare l’artistico?”, come se quell’intelligenza e quella sensibilità particolare, non debbano nulla all’apprendimento artistico e creativo.”
Pensate a un musicista, parla o non parla una lingua?
Sa scrivere, leggere, interpretare e dialogare con la musica: come si può pensare che questo tipo d’apprendimento non stimoli e/o che sia qualsiasi da coltivare nel tempo libero?
Si può parlare bene una lingua senza viverla, studiandola nel tempo libero?
I linguaggi dell’arte tutti, sono una lingua, con un codice d’apprendimento figlio di studi e conoscenze complesse e articolate.”