Foiso Fois: primo muralista isolano

Foiso Fois: primo muralista isolano

Sinnai sta cancellando Foiso Fois

 
Oggi la Sardegna, è il più grande Museo a Cielo Aperto, dal potenziale culturale e turistico inespresso, d’Europa; un Museo che si è espanso, come naturalmente si espandono i linguaggi dell’arte; il processo è cominciato per gli storici locali a partire dal 1968; ma non per San Sperate, il paese Museo, Pinuccio Sciola e tutta la retorica individuale e di mercato (più che identitaria) che ne deriva.
Il processo si espande, a partire dalla messa a sistema dell’istruzione Liceale Artistica, che compare nel sistema formativo pubblico soltanto nel 1968; il nodo di condivisione formativa e alfabetizzazione artistica di base, che a partire dall’attuale Cagliari città metropolitana, si snoda, divulga e diffonde in tutta l’isola, è il Liceo Artistico cittadino; l’attuale Liceo Artistico e Musicale “Foiso Fois”; da quel momento l’isola tutta è stata attraversata da dialettica e didattica di “genere”, che oggi sono graffiti, lettering, installazioni, opere di street art e interazioni a cielo aperto, che come la Transavanguardia, attraversano e hanno attraversato, generi, processi, suggestioni e linguaggi delle avanguardie del secolo passato, con uno spiccato accento linguistico e caratterizzazione culturale locale.
Questo processo non si originò soltanto per merito del Maestro (beatificato a media locali e forze politiche trasversalmente unificato) Pinuccio Sciola a San Sperate, ma per l’alfabetizzazione artistica pubblica comune, che passava per la nascita della pubblica formazione artistica superiore liceale, quella che oggi è l’attuale Foiso Fois, il principale Liceo Artistico Regionale.
Senza la nascita di una pubblica formazione artistica locale, San Sperate, sarebbe stata pronta a riconoscere artisti residenti come Pinuccio Sciola, Raffaele Muscas o Angelo Pilloni?
Erroneamente si pensa a livello Regionale, che basti archiviare tutti questo, nel nome di un Museo Regione a disposizione del turista e del residente, errato; la vera questione politica Regionale, sarebbe porre a sistema la dialettica e la didattica dell’arte isolana, elevandola a bene pubblico con pubblica formazione e cognizione del fare immersi nelle problematiche del proprio tempo e della propria storia; per fare questo è necessaria un’Accademia d’Alta Formazione Artistica a Cagliari città metropolitana (unica città metropolitana d’Europa e forse del mondo priva del diritto allo studio e all’Alta Formazione Artistica).
Sterile e inutile che la Regione, metta on line, un catalogo digitale delle opere che nell’isola costituiscono il Museo pubblico isolano, se a questo non si accompagna la volontà politica d’autodeterminare la propria ricerca artistica residente, con un’Accademia d’Alta Formazione Artistica di Cagliari; calibrata sulle esigenze dei giovani artisti in formazione e residenti, di dialogare con i loro padri sessantottini; pensateci un attimo: un’Accademia di Belle Arti di Cagliari, con due corsi specifici con radici nella propria specificità storica diffusa, l’arte del murales/public art e della lavorazione della trachite e intaglio lapideo; solo in questa maniera si può affrontare con l’onore delle arti residenti, la complessità di una sistema dell’arte contemporanea che con sapienza miscela risorse pubbliche e investimenti privati, a uso e consumo delle specificità culturali locali.
San Sperate è stata moglie e compagna della pubblica istruzione artistica Cagliaritana, non è stata soltanto Pinuccio Sciola; San Sperate è stata in origine anche Foiso Fois e Gaetano Brundu (per limitarmi a chi ci ha lasciato); i più distratti di voi, forse hanno dimenticato, che il primo murales nell’isola è stato realizzato a Sinnai proprio da Foiso Fois, opera politica e militante dal fascino e dalla suggestione socialista, ecco, il socialismo, sarebbe da capire che fine ha fatto nell’isola per quanto riguarda l’Alta Formazione Artistica.
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