Francesco Amadori – TESTE ED AGGUATI

Francesco Amadori, “ TESTE ED AGGUATI “dal 7 Marzo al 1 Maggio
Panificio Sciusciante, S.P.Vecchia Sarno, 80044 San Gennaro Vesuviano, Italia
 
Mi presento attraverso gli ultimi lavori che costituiscono l’approdo temporaneo dell’ultimo viaggio, da Cagliari dove risiedo da quasi 25 anni arrivo ad Ottaviano con il mio “ carico “ costituito da quindici “ pitture “, una specie di saggio dell’anno trascorso e delle primizie di quest’anno, dopo Ottaviano si riparte, anzi riparto perché per settembre ho una nuova meta geografica e della memoria e storia personale : Como, la città dove sono nato.
Le mie esplorazioni in pittura sono “ figurative “ per usare il termine, come si faceva negli anni 60, dal significato polemico con e contro le esperienze astratte, concettuali od informali, volendo ignorare che anche quelle sono figurazione.
Forse è meglio dire che la mia pittura non riesce e non vuole sradicarsi dalla realtà, in pittura sono San Tommaso, non amo, anche se le posso comprendere, le tendenze spiritualiste, di astrazione, perché penso che a voler guardare bene la realtà c’è tanto da scoprire in quanto la stessa realtà osservata dice cose diverse a ciascun osservatore, nell’osservare ciascuno porta nello sguardo tutta la propria personale storia.
Le quindici pitture che presento appartengono a tre temi , “ cicli “, cinque per ciascuno e che riassumo nei seguenti tioli brevemente illustrati.
A ) “ teste “, fanno parte della ricerca sul ritratto che mi ha portato a realizzarne circa 200 negli ultimi due anni fino all’anno scorso. Non mi dilungo ad illustrare con le parole il significato del ritratto, credo che l’angolatura particolare dei miei ritratti o meglio “ teste “ la si debba cogliere dall’osservazione delle pitture realizzate .
B) “ Agguati umani“, sulla traccia della trama del film “ Blow up “ di Antonioni, appostato in un posto discreto nel cuore della città di Cagliari, ho realizzato circa 500 fotografie dei passanti, volevo uscire dal tema della “ posa “ che aveva caratterizzato le “ teste “ realizzate negli anni precedenti, mi interessava cogliere le persone, singole , in coppia od a gruppi il cui comportamento non fosse turbato dalla sensazione di essere osservate. Nel fotografarle in modo istantaneo e casuale era importante che nemmeno io stesso percepissi esattamente la situazione captata, che si svolgeva davanti a me, proprio come succede al pescatore che tende la rete. La coscienza dei fatti avveniva in un secondo tempo, quando in studio esaminavo il bottino catturato, solo in quel momento le immagini diventavano significanti e significative, proprio come successe al fotografo di “ Blow up “, solo in un secondo tempo venivano rielaborate liberamente secondo un senso scoperto ed affiorato nel complesso meccanismo della osservazione, memoria e cultura del soggetto osservante.
C) “ Agguati naturali“ , il terzo ciclo è basato sull’esperienza degli “ agguati umani “ , non potevo dopo la ricerca precedente affrontare la natura in termini di paesaggio, con tutte le varianti linguistiche de tema sperimentate e documentate dalla storia dell’arte, esattamente come la figura umana in termini di posa, quindi la natura come episodio, “ hic et nunc “, ed il soggetto osservante nell’atteggiamento “ Carpe diem “, non una natura immutabile ma una natura colta in fragrante quasi come se fosse rischiarata da un lampo improvviso e potentissimo nella notte, quel lampo è l’occhio dell’osservatore pittore che cerca con la pittura di dare di riflesso della sua percezione all’osservatore che guarda la pittura realizzata.
Sono architetto, pittore e scultore, ho esposto in mostre personali a Bosa, Cagliari, Milano e Brescia ed in collettive sempre a Cagliari, Merano, Roma, Milano, Venezia, Matera, Bologna.
Francesco Amadori
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