“Furau” a mengianu chitzi su quadru de Mimmu Dominigu Di Caterino 

I MISTERIOSI LINGUAGGI dell’ARTE

“Furau” a mengianu chitzi su quadru de Mimmu Dominigu Di Caterino 

“Rubato” di mattina presto, il quadro di Mimmo Domenico Di Caterino 

Ecco l’immagine del ladro che, in verità, si difende dicendo di aver condotto un “esproprio proletario”.

I misteriosi linguaggi dell’Arte sono come i meandri della mente, con tante sfaccettature una diversa dall’altra, molte motivazioni ed elucubrazioni, che risultano oscure ai più ma anche agli esperti o agli stessi artisti.

Non è il caso delle opere di Mimmo Di Caterino e né, tantomeno, della sua personale “Weltanschauung” artistica, culturale e anche sociale. 

Potrà non piacere ma è ben connotata e supportata da studi, ricerche ed esperienze, che rendono credibili le sue realizzazioni, estemporanee ma continuative, nel tempo e nello spazio, sia a due che a tre dimensioni. 

Segno questo di una costante ricerca, non solo nell’ambito della fantasia e della creatività ma anche interiore, di confronto con sé stessi in rapporto alla realtà quotidiana, da cui ricava il suo apparente dipingere quasi da “caos organizzato”. 

Il dipinto in questione (vedi foto), naviga tra l’incubo onirico, la protesta artistica e sociale contemporaneamente, proponendo l’antico dilemma della mercificazione dell’arte, al soldo prima dei potenti nobili medievali e rinascimentali, poi di una borghesia benestante o del proletariato rivoluzionario; ora di un capitalismo neoliberista stratificato, non solo a livello mondiale, ma anche nazionale, regionale e locale. 

Chi non accetta tutto questo ed esprime liberamente il suo pensiero, con parole ed azioni coerenti, in modo pacifico e argomentato, sa’ già che deve pagare pesanti conseguenze, sul piano professionale e/o umano. 

Questa è la “punizione”, quando si prendono le distanze dal potere e/o si polemizza col pensiero unico o mistificato dalla “ragion di Stato”. 

Chi non si “allinea”, spesso e volentieri, viene emarginato e vive lavorando in solitudine o quasi, senza che si voglia capire che le diversità, provenienti dall’una e dall’altra parte, costituiscono un valore aggiunto alla cosiddetta “normalità (che non esiste), per l’intera Comunità; in tutti i settori dello scibile umano ma, soprattutto in campo artistico, culturale e sociale. Sosteniamo, quindi, la libertà di pensiero e di espressione in senso “volterriano”, sempre e comunque, in coerenza con sé stessi, senza restrizioni o preconcetti di natura ideologica o personale.

Viva l’Arte Libera! 

(Gianfranco Ghironi, 26/01/202