Gallias Caesar subegit, Nicomedes Caesarem

“Gallias Caesar subegit, Nicomedes Caesarem:
ecce Caesar nunc triumphat qui subegit Gallias,
Nicomedes non triumphat qui subegit Caesarem”

“Cesare ha sottomesso le Gallie, Nicomede Cesare:
Ecco Cesare ora trionfa avendo sottomesso le Gallie
Nicomede non trionfa pur avendo sottomesso Cesare”

Uno dei più famosi e popolari “Carmina Triumphalia”.
Cari bambini, se smettete un attimo di guardare il gran premio e di accarezzare gattini vi spiego cosa sono i carmina triumphalia.
Erano un genere letterario importante, un genere letterario popolare, non scritto, legato all’oralità, un po’ come la poesia improvvisata sarda. Ne conosciamo alcuni solo perché autori e biografi li hanno trascritti e riportati a memoria nostra. Erano in pratica i canti di trionfo dopo una vittoria militare.

I legionari intonavano questi canti al passaggio sotto la Porta trionfale, di fronte a tutti i comandanti e le autorità supreme.

A loro veniva concessa licenza di fare ironia perfino sul loro comandante. In questo brano riportato da Svetonio i legionari prendono in giro addirittura Giulio Cesare, il loro amato comandante supremo.

Scherzano sul fatto che lui aveva sottomesso le Gallie ma il comandante delle Gallie aveva sottomesso lui a letto.

Perché, non dimentichiamo che i legionari combattevano e venivano fatti a pezzi, poi alla fine della battaglia condottieri e re nemici, spesso, con molta galanteria, si ritrovavano di fronte a una tavola imbandita e abbondanti coppe di vino e se erano di uno di gradimento all’altro se la ficcavano pure l’un l’altro nel culo.

La licenza poetica concessa ai legionari, era un fatto di rilevanza letteraria ma anche un fatto di una certa nobiltà umana.

Non era roba di poco conto sentire il pensiero, la voce, l’ironia (roba rara) delle moltitudini di facce tutte uguali e insignificanti attraverso questi “mutetus”.

Diciamo che raccontano molto del popolo senza volto.

Oggi, a quanto pare, questa licenza non è concessa agli operai, ai pezzenti delocalizzati, ai cassa integrati, agli esodati e a quelli che hanno preso il posto dei legionari di allora.

E così come i legionari di allora tenevano in piedi il sistema guerra-conquista-schiavismo, operai e pezzenti di oggi tengono in piedi il sistema capitalistico. Ma oggi non si possono intonare carmina contro Marchionne.
La cosa curiosa è che oggi la censura del pezzente, della vittima, del legionario, arriva dagli altri pezzenti che si riempiono la bocca di parole come “umanità” senza sapere di cosa parlano.
Mettetevi l’animo in pace e continuate a guardare il gran premio e giocare coi gattini.

Io, come molti altri, non rinuncerò mai ai miei Carmina Triumphalia, perché come tutti i legionari del nostro tempo so bene, sulla mia pelle, cosa significa essere operaio, essere buttato all’immondizia da un sistema, trovarsi da un momento all’altro con arte e mestiere costruito nel tempo diventare inutile e obsoleto, insomma, essere un pezzente moderno, un rifiuto sociale, e so anche bene cos’è umanità e cos’è disumanità… non essendo uso guardare gran premi e accarezzare gattini del cazzo.

Cari benpensanti e gattari della minchia, per concludere direi che potete andare a farvela ficcare da Marchionne così come Cesare se la faceva ficcare da Nicomede (e tutto in nome dell’umanità),
Puah!

Non rispondo nemmeno ai commenti e ribadisco… andate serenamente a farvela ficcare.

Antonio Musa Bottero

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