GENERAZIONE Z E PREGIUDIZI SUI NOVAX

GENERAZIONE Z E PREGIUDIZI SUI NOVAX: UN APPUNTO
Molti si sono stupiti che dei giovanissimi universitari possano avere dei pregiudizi così forti verso i novax, che porta coerentemente alcuni di loro pensare che non si possa far sesso con una novax.
Nelle righe seguenti proverò a spiegare perché questi pregiudizi sono meno paradossali di quanto sembri, e traggano origine da un contesto ambientale e psicologico molto diverso dalle guerre fra novax e provax dai 30 anni in sù.
Il vaccino i ragazzi inizialmente l’hanno vissuto come una seccatura (per alcuni velata d’ansia per possibili reazioni avverse) necessaria per non tornare mai più in lockdown.
In seguito c’è stata la questione green pass, che a forza di essere esteso ovunque ha convinto anche i dubbiosi della loro età a farselo in massa.
Siamo giunti così ad agosto quando nella loro classe d’età più o meno il 90% era vaccinato o in attesa di vaccinarsi.
Quando ad agosto si è giunti ad una maggioranza bulgara di vaccinati fra gli under 25, è successo un fenomeno in apparenza paradossale, ma che è stato vissuto da moltissimi come naturale: siccome la grandissima parte si è vaccinata per fare sport, università, serate nei locali, ecc i non vaccinati nella loro classe d’età sono per lo più elementi asociali, “problematici”, “strani”, non “normali”.
Questa suddivisione fra la gran massa dei “normali” che si sono vaccinati e una cospicua percentuale di non vaccinati che erano già prima “strani”, ha generato in molti l’equazione non vaccinato=strano, emarginato, mezzo matto che poi unito a frammenti di notizie “scientifiche” mainstream è diventato non vaccinato=strano=malato.
Verso fine agosto è cominciato a girare il paragone bestiale non vaccinato= malato di HIV, così come sempre a fine agosto chi non si era ancora vaccinato e non aveva intenzione di farlo veniva definito “strano”.
Queste idee hanno trovato il loro radicamento in particolare fra gli universitari, che per un motivo o per l’altro un’opinione se la sono fatta perché nelle università il tema è diventato caldo, quindi si sono formati necessariamente una posizione sull’argomento.
Gli universitari in più hanno mutuato dalla propaganda governativa che chi non si vaccina è ignorante, stupido, analfabeta funzionale, quindi vaccinarsi è la dimostrazione che si ha diritto a far parte del club degli istruiti, degli alfabetizzati, degli intelligenti.
Il dialogo precedente aveva come tema le ragazze novax.
Qui la questione diventa spinosa perché i pregiudizi elencati precedentemente si fondono con il sessismo.
siccome la grandissima maggioranza è vaccinata, e i non vaccinati erano già prima elementi “borderline”, le ragazze novax prima del vaccino erano già elementi considerati “pericolosi” e “inscopabili” per i più svariati motivi: perché aggressive, rabbiose, sporche, poco femminili, “paranoiche”, disadattate, ecc tutti i pregiudizi che i maschi etero nutrono verso i femminili “non conformi” sono stati trasportati sulle novax, perché nell’esperienza concreta della loro generazione c’è una certa correlazione statistica fra non vaccinate e femminili non conformi.
Poi esistono differenze interne anche nel modo di considerare le novax:
ci sono quelle definite “rabbiose/inca**ate/paranoiche” (varia a seconda della persona, ma l’idea è sempre quella) che vengono viste come un misto fra malate biologiche e mentali, e quelle “tranquille” (cioè che non sono no green pass, che non fanno discorsi contro il vaccino, ecc) che invece vengono percepite come delle stravaganti innocue. Il discrimine quindi non è l’essere vaccinate in sé, ma il grado di conflittualità e rabbia con cui si manifesta la scelta di non vaccinarsi.
Insomma il problema sullo sfondo del frammento di dialogo è che in brevissimo tempo si è creata una larghissima maggioranza di ragazzi/e che già prima erano integrati e vaccinandosi l’hanno ribadito, e un’esigua minoranza che in gran parte era già percepita come marginale molto prima della pandemia, e che non vaccinandosi ha aggiunto ai pregiudizi che già prima si portava addosso pregiudizi nuovi, che in parte pescano dalla propaganda governativa, in parte sono frammenti che ricordano paurosamente quelli che circondavano gli immigrati e i malati psichici.
Federico Leo Renzi
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