Gennaro Cilento su Luigi Ambrosio

Gennaro Cilento, non era uno di quegli artisti, che subisce imposizioni e tagli critici ad opera di questo o quell’addetto ai lavori; era un artista pienamente inserito nel flusso del suo linguaggio e con la sua visione di chi sa di avere una vista lunga oltre il suo stesso tempo, relazionava la sua capacità di visione ai suoi compagni di percorso e di rotta di movimento.

“Luigi Ambrosio, più che un fratello e compagno di percorso di Gennaro Cilento, dai tempi del Mario Pesce a Fore, mi fa ricordare tutto questo, con degli scritti dove Gennaro racconta il suo lavoro di lettura di un mondo dove l’umanità è sempre più biomeccanica, lo tengano presente certi artisti che si muovono su arie protette, comprendano quanto è importante che linguaggi e ricerche artistiche vivano principalmente per interazioni dialettiche e didattiche tra artisti, il mercato è tutt’altra cosa, è un valore di mercato conquistato da servi della cultura e delle conoscenze altrui, nel nostro mondo, non ha molto valore.”

Gennaro, non ha mai interrotto il dialogo e la curiosità di comprensione, verso gli artisti che con lui si sono formati e hanno fatto movimento storico; molti di voi forse non lo sanno, ma quando mi chiesero uno scritto critico di presentazione del mio lavoro, per lo speciale Focus Napoli, di Flash Art del 2004, chiesi a Gennaro di scriverlo, perché tra di noi, covava la convinzione, che nessuno potesse leggere meglio il lavoro dell’altro, se non un compagno di percorso e un Artivista della propria generazione, perché sapevamo di sapere leggere, scrivere e narrare il proprio lavoro come quello degli altri, senza avere bisogno di delegare qualcun altro, era il nostro processo d’autodeterminazione artistica.

Luigi Ambrosio, più che un fratello e compagno di percorso di Gennaro Cilento, dai tempi del Mario Pesce a Fore, mi fa ricordare tutto questo, con degli scritti dove Gennaro racconta il suo lavoro di lettura di un mondo dove l’umanità è sempre più biomeccanica, lo tengano presente certi artisti che si muovono su arie protette, comprendano quanto è importante che linguaggi e ricerche artistiche vivano principalmente per interazioni dialettiche e didattiche tra artisti, il mercato è tutt’altra cosa, è un valore di mercato conquistato da servi della cultura e delle conoscenze altrui, nel nostro mondo, non ha molto valore.

Gennaro ha sempre seguito il lavoro dei suoi compagni di rotta, sognava di continuare a dialogare con loro, e con Luigi Ambrosio pensava a un dialogo in una bipersonale, che in realtà sarebbe stata una personale, dal momento che il loro dialogo andava avanti artisticamente da più di vent’anni.

Buona lettura:

“The dream” (particolare)

“L’opera di Ambrosio è un enorme brodo prebiotico radioattivo che si erge dopo la fine dell’umanità e dal quale rinascono, come la Fenice dalle proprie ceneri, due deliziosi puffetti cibernetici mutati nei colori e nelle forme dai cavi che li ricoprono.” Gennaro Cilento

Il giardino dell’Eden

I consumi tecnologici crescono a dismisura e così i rifiuti.

Il mondo è ormai una grande discarica dove cavi elettrici, computer, frigoriferi, televisori, cellulari bruciano rilasciando tossine che si propagano nella nostra asfittica atmosfera avvelenata dai rigurgiti dei mostri industriali.

Siamo nel tunnel del “memento mori”, assuefatti da un ossigeno alla diossina che sta sempre più incancrenendo il nostro mondo e presto sarà solo un ricordo la purezza di un cielo limpido e cristallino.

L’opera di Ambrosio è un enorme brodo prebiotico radioattivo che si erge dopo la fine dell’umanità e dal quale rinascono, come la Fenice dalle proprie ceneri, due deliziosi puffetti cibernetici mutati nei colori e nelle forme dai cavi che li ricoprono.

Gli gnometti antropomorfi di Peyo si dondolano su una invisibile altalena e brindano all’oblio del loro amore a prima vista, sognando un nuova Puffilandia in un giardino dell’Eden biomeccanico.


Gennaro Cilento, 25 marzo 2018

“E’ un’opera realizzata con materiali vari riciclati, una futuristica centrale elettro-magnetica in miniatura. La macchina perfetta per le nuove generazioni.”

Electro Kitty

E’ un’opera realizzata con materiali vari riciclati,
una futuristica centrale elettro-magnetica in miniatura.
La macchina perfetta per le nuove generazioni.
La fusione di tutte le energie per il nostro fabbisogno è concentrata nella base di Kitty;
filtra attraverso il collo sinuoso per poi emanare la sua ”quintessenza” dal capo.
Electro Kitty è il cyber-neopop del Furnitur Design.


Gennaro Cilento, 25 marzo 2018

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