GHOSTEMANE Autodistruzione trap del cosmo

GHOSTEMANE, O DEL TRAP COME REALIZZAZIONE DELL’AUTODISTRUZIONE COSMICA

Oggi vi parlo di unicum del movimento trap, l’unico artista che si può definire qualcosa di simile ad un pensatore. Ghostemane (al secolo Eric Whitney), classe 1991, proviene dalla classe media bianca della Florida, è laureato in astrofisica e ha lavorato nel suo ramo di specializzazione prima di conseguire un discreto successo nell’underground trap losangelino, ruotando intorno alla crew dei Suicide Boys.

Ma quel che ci interessa qui è tratteggiare il pensiero del trapper americano: per Ghostemane l’universo è un’entità oscura e votata all’autodistruzione, che crea, fa crescere e poi spinge all’autoannichilimento ogni forma di vita. In questo processo naturale, l’uomo si inserisce come un’infelice eccezione: dotato di un surplus di coscienza sconosciuto alle altre forme di vita organiche e inorganiche, soffre fino alla follia questa inarrestabile corsa cosmica alla disgregazione e alla morte.

L’unica cosa possibile per l’uomo è accettare questo nichilismo e tentare di connettersi alle sue forze tramite la magia nera: ammiratore di Crowley, Michel D’Aquino, John Doe e in generale dei grandi maghi/occultisti occidentali, Ghostemane ritiene che le leggi cosmiche contengano una parte razionale (conoscibile tramite la scienza) e una parte irrazionale, esplorabile tramite l'(ab)uso di droghe, il sadomasochismo, l’arte, la follia.

In ogni caso, il processo di autodistruzione è inarrestabile: conoscere o meno le sue forze, tentare di governale o no, porta al medesimo risultato.

Secondo l’artista della Florida il movimento trap si inserisce in questo sfondo cosmico come la piena realizzazione delle sue leggi, dato che l’ossessione per soldi, successo, visualizzazioni, potere non è che l’interpretazione sociale delle forze naturali autodistruttive dell’universo.

Quest’ultimo punto è fondamentale, ed è quello che lo mette ai margini del movimento trap: per lui la società che il trap descrive entusiasta è nel contempo la piena distopia realizzata, e il massimo grado di autocoscienza raggiunto dall’uomo.

La violenza barbarica del postcapitalismo narrata dal trap quindi non è un accidente della storia umana, o un prodotto di forze storiche, ma la fine di ogni illusione di emancipazione umana dalla ferocia della natura per consegnarla ad un’autocoscienza infelice in cui non esiste uscita dall’incubo della morte e della violenza.

La bravura di Ghostemane è quella di rendere affascinante questa visione da incubo dell’universo grazie ad un lavoro di cesello sulla linee vocali (che vanno dal rap, allo scream, fino al growl e al simil reggae), e alla scelta di basi che spaziano dall’EBM, all’industrial fino al punk e al black metal.

La parte visuale è altrettanto curata: dai video originali che riecheggiano gli horror e gli snuff movie di serie B, passando ai montaggi di cartoanimati Disney a tema gotico, fino al vestiario, uno streetweare minimale che mischia t-shirt metal, felpe/pantaloni oversize e sneakers.

Se cercate una colonna sonora che accompagni le vostre meditazioni su Thomas Ligotti, Eugene Tatcher o Nick Land, Ghostemane è l’artista che fa per voi.

Federico Leo Renzi

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