Giacomo Faiella, “in terre late”

Dopo le maschere del Mascheraio Massimiliano Vacca e la sua performance sull’anomalia della condizione di Cagliari, unica città metropolitana d’Europa priva d’Alta Formazione Artistica, il secondo appuntamento di #Sciusciartesintetizza la mostra, l’idea e il linguaggio artistico di un altro artista residente nell’area di Cagliari città metropolitana, il patafisico Jak Alef, artista d’origine Napoletana ma residente a Cagliari, tra le tante cose anche uno degli Scultori di Martirio Plastico, l’intuizione del sindaco Francesco Dessì di fare di Capoterra un Museo d’arte contemporanea a cielo aperto in grado di dialogare e connettersi con la tradizione e la memoria culturale isolana proiettandola nel futuro.
Giacomo Faiella, amico di Mario Persico, ha sempre navigato con la navicella della patafisica nel territorio di confine dei linguaggi di genere dell’arte contemporanea, naviga con una sua cartografia tra utopia e storia, un orientatore della conoscenza e delle coscienza, le sue sono indicazioni di consapevolezza, forse nella sua Cagliari e nella sua mappatura urbanistica e topografica della città, è prevista (o è già presente) un’Accademia di Belle Arti.
Durante i due mesi, alla sua produzione verrà affiancata quella di un altro artista isolano, di Mogoro, che è Claudio Mebitek, ma questo è un altro comunicato stampa…

 

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