Giardini gioiello dell’isola in cerca d’artisti e turisti

Cinque giardini gioiello dell’isola in cerca d’artisti e turisti

 

Alla fine dell’Ottocento, anche nell’Isola, la Rivoluzione industriale, modificava la relazione e la percezione dell’uomo con l’ambiente naturale.

Due erano le scuole di pensiero principale, quella del giardino all’Inglese (Romantica e rispettosa della forza della natura) e quella del giardino alla Francese (o all’Italiana, che invece modificava la natura rendendola quanto più possibile classica, armonica ed equilibrata).

L’Isola in quanto naturale giardino di bellezza, mai abbastanza valorizzato, vantava luoghi salubri e di culto delle acque e percorsi di fede, come il Parco di San Leonardo de Niente Fuentes a Santu Lussurgiu.

Gioielli da valorizzare come patrimonio e risorsa culturale e turistica della Regione Sardegna tutta.

Gioielli naturali dai quali si potrebbe partire per strutturare e recuperare quella relazione creativa uomo-natura che li ha determinati e valorizzati.

Perché non pensare di farne una rete Museale a cielo Aperto che connetta progettazione creativa nel rispetto dell’ambiente e tutela dell’ambiente stesso?

Perché non rendere questi giardini patrimonio dell’umanità nell’interesse culturale del turista come del residente, connettendoli a l’arte e la cultura locale, facendo di loro meta da selfie?

Intanto vi elenco i cinque gioielli:

  • Il Parco di San Leonardo de Siete Fuentes a Santu Lussurgiu, abbonda di acque sorgive ed ha annessa la Chiesa del priorato di San Leonardo del 1100, poi passata all’Ordine di Malta.
  • Il giardino all’Italiana (o alla Francese) del Marchese Ignazio Aymerich a Laconi, con i ruderi del castello medievale e la residenza dei marchesi Aymerich.
  • L’Orto Botanico di Patrizio Gennari di Cagliari, disteso tra l’Anfiteatro Romano e la Villa di Tigello del II sec.d.C.
  • L’isola Giardino di Giuseppe Garibaldi a Caprera, con la sua casa.
  • Il Parco Inglese di Benjamin Piercy a Bolotona, realizzato dall’Ingegnere Gallese (che progettò la rete ferroviaria Isolana), con annessa una chiesetta ed il Borgo di Santa Maria de Sauccu.

Questo patrimonio va potenziato come rete e meta culturale da mettere a disposizione del turista come del residente, in questi luoghi di natura dove più che altrove si sente l’anima isolana, necessita ci sia un rapporto ed un’interazione permanente con l’arte e la cultura contemporanea residente, questa e solo questa è la strada per fare dell’Isola una Regione Autonoma realmente Europea.

P.S. Questo e sant’altro nel libro “Giardini storici Sardegna” di Antonino Soddu Pirellas e Mauro Ballero

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