Giorgio Casu: “Ainnantis”, pensare globale per l’agire locale.

 

Giorgio Casu: “Ainnantis”, pensare globale per l’agire locale.

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Giorgio, tu sei un artista che vive e lavora tra l’isola e New York, hai da poco terminato un tuo lavoro a Terralba che ha suscitato grande entusiasmo nella comunità e tra i residenti, come è stato tornare nella propria terra per riportare il proprio linguaggio artistico nell’isola dove è nato?

Hai lavorato interagendo con la comunità, quanta interazione c’è stata? Cosa cambia tra il lavorare a New York ed a Terralba?

Lavoro soprattutto a New York ma negli ultimi anni ho avuto la fortuna di viaggiare per dei progetti bellissimi a Miami e LA e poi Filippine, India, Messico, Guatemala, Uk e tanto anche in patria.

E’ un onore da sardo lavorare e dipingere in Sardegna.

Abbiamo inaugurato il 24 Giugno il murale con la fantastica comunità Terralbese sulla biblioteca comunale.

Ho utilizzato il linguaggio del Magical Realism che mi consente di giocare coi grossi spazi dei murales e che è uno stile che amo esplorare.

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“Abbiamo inaugurato il 24 Giugno il murale con la fantastica comunità Terralbese sulla biblioteca comunale. Ho utilizzato il linguaggio del Magical Realism che mi consente di giocare coi grossi spazi dei murales e che è uno stile che amo esplorare.”

Certo, mi sono anche aperto ai suggerimenti della comunità, per rispettare chi avrà il murale negli spazi che gli appartengono.

Il murale è per i Terralbesi ed è giusto che abbiano avuto modo di partecipare al discorso costruttivo che ha composto l’opera.

La struttura della biblioteca è particolare, avevamo 250 metri quadrati a disposizione e c’era quindi spazio per tanti piccoli particolari.

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“Ho utilizzato il linguaggio del Magical Realism che mi consente di giocare coi grossi spazi dei murales e che è uno stile che amo esplorare. Certo, mi sono anche aperto ai suggerimenti della comunità, per rispettare chi avrà il murale negli spazi che gli appartengono. Il murale è per i Terralbesi ed è giusto che abbiano avuto modo di partecipare al discorso costruttivo che ha composto l’opera. La struttura della biblioteca è particolare, avevamo 250 metri quadrati a disposizione e c’era quindi spazio per tanti piccoli particolari.”

I curiosi avranno bisogno di un po’ di attenzione per notarli, d’altronde è un opera dedicata alla conoscenza.

A New York mi concentro soprattutto sulla produzione su tela e lino e a  progetti di Design.

Il lavoro in studio è molto diverso.

Il murale, con il tepore del campidano, ha un sapore di premio per tutto ciò che faccio negli Stati Uniti.

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“A New York mi concentro soprattutto sulla produzione su tela e lino e a progetti di Design. Il lavoro in studio è molto diverso. Il murale, con il tepore del campidano, ha un sapore di premio per tutto ciò che faccio negli Stati Uniti.”

Quest’anno ho avuto tanto lavoro e soddisfazioni inclusa una mostra con la collezione #UNSEEN nella prestigiosa Borghi Gallery con nomi di primo livello della Street Art internazionale come Bansky e Shepard Fairey e Swoon.

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“Quest’anno ho avuto tanto lavoro e soddisfazioni inclusa una mostra con la collezione #UNSEEN nella prestigiosa Borghi Gallery con nomi di primo livello della Street Art internazionale come Bansky e Shepard Fairey e Swoon.”

Parliamo del contenuto del lavoro, come nel significato e nella semiologia ti sei posto nei confronto della superficie d’intervento e dell’ambiente?

Il presupposto della semiotica è che tutto sia comunicazione, quindi che tutto sia “segno”, purché ci sia qualcuno in grado di recepire questa comunicazione; ho studiato semiotica gia dagli anni dell’università, da Platone a Ferdinand de Saussure, ne uso le radici e da artista sviluppo il suo linguaggio.

Per l’opera “Ainnantis” di Terralba, e comunque per molte delle opere che faccio, ho voluto che ci fossero diverse chiavi di lettura e quindi tanti layers di comprensione, da quelli semplici di chi si fermerà a vedere una donna con bambino e una nave, a quelli più strutturati della narrazione onirica e via dicendo.

Un lavoro finalizzato all’ abbellimento degli spazi urbani ha bisogno di tanta cura.

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“Per l’opera “Ainnantis” di Terralba, e comunque per molte delle opere che faccio, ho voluto che ci fossero diverse chiavi di lettura e quindi tanti layers di comprensione, da quelli semplici di chi si fermerà a vedere una donna con bambino e una nave, a quelli più strutturati della narrazione onirica e via dicendo. Un lavoro finalizzato all’ abbellimento degli spazi urbani ha bisogno di tanta cura.”

L’opera è dedicata alla conoscenza e il suo valore nella storia dei popoli. Ho voluto iniziare con onorare una grande scrittrice come la Deledda e di trasformarla in rappresentante della Conoscenza e della creatività, visto che avevo la grossa responsabilità di dipingere un opera sulla biblioteca comunale.

L’impostazione è “rubata” dalle produzioni classiche, religiose anche russe e giapponesi, con cui tanti artisti europei non si confrontano più, una provocazione con tanti accenti per chi avrà la pazienza di vederne i contorni e le accezioni; su un cappello ho lavorato con dei particolari “rubati” a Picasso e a Guernica con il suo significato.

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“Le proporzioni e la forma ricordano una madonna matrioska che racchiude i sui segreti, a sinistra una torre vecchia con una toppa per chi avrà la curiosità di aprire altri linguaggi e di andare oltre le apparenza.”

Le proporzioni e la forma ricordano una madonna matrioska che racchiude i sui segreti, a sinistra una torre vecchia con una toppa per chi avrà la curiosità di aprire altri linguaggi e di andare oltre le apparenza.

Ho citato Deledda, Gramsci, Macchiavelli e il suo Principe, Picasso e Salvatore Sini e la sua poesia sul panneggio accennato del bambino e ho racchiuso il tutto in una cornice magica naturale con la fauna del territorio.

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“Le proporzioni e la forma ricordano una madonna matrioska che racchiude i sui segreti, a sinistra una torre vecchia con una toppa per chi avrà la curiosità di aprire altri linguaggi e di andare oltre le apparenza. Ho citato Deledda, Gramsci, Macchiavelli e il suo Principe, Picasso e Salvatore Sini e la sua poesia sul panneggio accennato del bambino e ho racchiuso il tutto in una cornice magica naturale con la fauna del territorio.”

Poi c’è l’utilizzo dell’inglese, una esortazione per le nuove generazioni, in questa maniera il murale politico è diventato sociale.

C’è il bovale Terralbese e il nuragus, c’è la red lighthouse del Washington bridge New York e le nuvole rosa di chi vuole ancora sognare.

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“…le nuvole rosa di chi vuole ancora sognare.”

 

Il mare stato realizzato con una tecnica per ricordare le vecchie scenografie teatrali in legno e cosi si apre il sipario del magical realism, per i disincantati sarà solo un mare e va bene cosi, a ognuno la propria profondità e la voglia di esplorare.

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“Il mare stato realizzato con una tecnica per ricordare le vecchie scenografie teatrali in legno e cosi si apre il sipario del magical realism, per i disincantati sarà solo un mare e va bene cosi, a ognuno la propria profondità e la voglia di esplorare.”

A lavoro terminato, quanto ti ha arricchito sul fronte dell’esperienza ed anche delle possibilità di fare arte contemporanea nell’isola?

Ho intenzione di fare altre opere murarie in Sardegna, più che posso e nei limite del possibile, la Sardegna e l’Italia hanno bisogno di un rinnovamento e di maggiore consapevolezza, “Think Globally, Act locally “.

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“La Sardegna e l’Italia hanno bisogno di un rinnovamento e di maggiore consapevolezza, “Think Globally, Act locally “.

Stiamo trasformando San Gavino in una fucina per l’arte contemporanea e sono invitati tutti gli artisti che sentono il bisogno di sperimentare tecniche e linguaggi nuovi, siamo anche stati onorati dai pittori storici del paese e della Sardegna come Sergio Putzu e Francesco del Casino.

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“Stiamo trasformando San Gavino in una fucina per l’arte contemporanea e sono invitati tutti gli artisti che sentono il bisogno di sperimentare tecniche e linguaggi nuovi, siamo anche stati onorati dai pittori storici del paese e della Sardegna come Sergio Putzu e Francesco del Casino.”

Onoriamo la storia e guardiamo al futuro.

L’avanguardia pittorica sarda ha bisogno dei tanti talenti che si vogliono staccare dai canoni delle vecchie gallerie e del conformismo borghese e inconcludente, che ancora cerca nei panneggi la scusa per criticare un movimento che ovviamente non ha voglia e capacità di capire.

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“L’avanguardia pittorica sarda ha bisogno dei tanti talenti che si vogliono staccare dai canoni delle vecchie gallerie e del conformismo borghese e inconcludente , che ancora cerca nei panneggi la scusa per criticare un movimento che ovviamente non ha voglia e capacità di capire.”

Ringrazio le splendide donne di Nieddittas e gli artisti che mi hanno aiutato con tanta passione a realizzare l’opera: Elly Martis, Paolo Mamblo Mazzucco, Alex Cotza, Nicola Bembo e Federico Pia.

 

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