Girotonno: si scrive schiavitù si legge libertà.

 Qualche giorno fa, su Cagliari Art Magazine, riprendevamo l’appello di Quilo voce storica dei Sa Razza e dei Maloscantores, attualmente produttore dell’etichetta Nootempo che testualmente via social network ammoniva:

“L’estate è alle porte.

Nonostante i tagli alla cultura, le piazze in Sardegna si animeranno di concerti, sagre, feste e comitati organizzatori; insomma tutti eventi molto belli che fanno vivere la comunità.

Ma, esiste un “Ma”.

Spesso si spendono decine di migliaia di euro per artisti scaduti come uno yogurt dimenticato in frigo, artisti venduti a cifre esorbitanti, artisti di vecchia data che in Sardegna ci hanno messo le tende. Piacciono ?

Ok, magari possono anche piacere ma esiste un “Ma”…

Ci sono decine di band sarde indipendenti, fresche, produttive, che fanno ottima musica, “Ma” questi non vengono invitati e vengono mal pagati.

Perché non scegliere il suono del rock , del rap, del reggae, del blues etc che sia Sardo, un prodotto culturale nato qui?

Perché spendere tanti soldi pubblici che poi vanno a riempire le casse di qualche produzione italiana?

Ho già scritto in merito.

Nessuna chiusura, nessuno vuole la Sardegna isolata e murata.

Noi vogliamo che la musica sarda indipendente che produce Cultura sia la protagonista e che le band possano essere pagate onestamente e spendere i loro soldi per crescere e continuare la loro opera.

Se sei con noi, condividi nel tuo profilo ! E bona Festa a totus ! “

Sardinia is my nation.

Puntualissima è arrivata dopo qualche giorno la notizia:

“Renzo Arbore, Francesco Renga, Francesco De Gregori e, dulcis in fundo, Fedez. Quattro grandi nomi per colorare di musica le quattro giornate del Girotonno di Carloforte 2015.

L’EVENTO – Mancano poco più di due mesi alla dodicesima edizione dell’evento enogastronomico più atteso del Sulcis, ma già sono trapelate alcune anticipazioni che permettono di dire, senza il timore di essere smentiti, che il Girotonno sarà quest’anno anche uno degli eventi di punta per il territorio anche dal punto di vista musicale”.

(Unione Sarda del 22-03-2015)

FEDEZ

Lo ripeto da anni senza essere compreso, ma quella dell’arte e degli artisti isolani è una questione politica.

In un isola fortemente identitaria nella sua produzione, rappresentazione e autodeterminazione culturale, assistere puntualmente al fatto che i grandi ed accreditati eventi culturali, vedano serialmente gli artisti che abitano e animano culturalmente il territorio, puntualmente dimenticati ed accantonati per il “valore artistico” determinato dalla popolarità che passa per i mezzi di comunicazione di massa è una cosa che rattrista.

Hai voglia di parlare di autonomia e bilinguismo quando la tua cultura, quella della Tonnara, attorno alla quale si è sviluppata tutta l’economia di Carloforte, la si festeggia con Renzo Arbore, Renga, De Gregori e Fedez.

Senza fare polemiche, quanto costerà avere questi big della cultura popolare di massa a Carloforte?

In un momento sociale ed economico delicato come questo, perché non usare vetrine come quelle del “Girotonno” per alimentare la diffusione delle produzioni artistiche isolane e lavorare per farne patrimonio culturale comune al di la dell’Isola?

Serve un cambio di mentalità e urge ridare dignità agli artisti made in Sardegna a prescindere da reality show e Sanremo vari.

La cultura di un territorio non è la cultura delle case discografiche e l’industria del pop non è cultura che anima e rende vitale un territorio, semmai contribuisce a depredarlo e consumarlo.

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