Giulia: Arte è oltrepassare il banale!

Penso all’unicità.

Oltre a essere una persona riservata, sto zitta perché al giorno d’oggi solamente per un gesto, un comportamento o una semplice risposta vieni etichettato.

“Che musica ascolti?”

“Metal.”

“Ah, scommetto che anche tu vuoi fare la tatuatrice”.

“Mi piacerebbe, perché?”.

“Beh al giorno d’oggi va di moda, lo stanno facendo tutti”.

Oggi per puro caso, in alternanza scuola- lavoro, sono passata davanti a un Tattoo Studio.

Ho pensato subito “il mio sogno”.

Non starò qui a cercare di spiegarvi che io non lo farei per moda ma perché ho una passione sfrenata.

In realtá quelle parole oltre a infastidirmi mi hanno fatto riflettere.

A dire la verità ho paura.

Ci sono milioni di tatuatori eccellenti.

Perché io dovrei distinguermi?

Potrò scegliere qualsiasi lavoro nella mia vita, ci saranno sempre persone più brave di me, ma perché io dovrei essere diversa?

Per lo stile?

Che dovrebbe essere unico?

Posso diventare un mostro a tatuare, ma in cosa mi mostrerò unica?

Questo post non è stato creato per avere delle consolazioni dalle persone che mi vogliono bene, ma semplicemente per cercare di mettere ordine ai pensieri troppo confusi.

Ci sono milioni di ragazzi/e che frequentano i licei artistici.

Milioni di talenti.

Non voglio fare niente di banale.

Forse bisogna sforzarsi a pensare oltre.

Al di fuori della banalità.

Non rinuncerò a ciò che voglio fare solo perché lo fanno in tanti.

Troverò un modo per farlo ma diversamente da tutti.

O almeno proverò.

Giulia, triennio Arti Figurative del Foiso Fois

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