Giuseppe Andreozzi: sostenere il “Fois” è un dovere costituzionale

“Sul ruolo e l’importanza della formazione artistica per i nostri giovani, voglio ricordare che l’art. 33 della Costituzione italiana, dedicato al tema dell’istruzione, inizia con questo comma: “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”.”

Apprendo con disappunto che la vicenda del Liceo Artistico e musicale “Foiso Fois” di Cagliari ancora non ha trovato una soluzione logistica soddisfacente e perciò i suoi 900 studenti anche quest’anno verranno divisi e accolti dentro spazi distanti fra loro e inadeguati.

Leggo però con soddisfazione che le componenti dell’istituzione, studenti e docenti in prima fila, intendono portare avanti con rinnovato vigore la battaglia per riportare il liceo dentro la città, in una sede unica e consona alle esigenze didattiche dei rispettivi studi e insegnamenti.

Non dobbiamo lasciarli soli, perché questa lotta civile riguarda tutti noi che abbiamo a cuore le sorti della scuola e dell’arte.

“Non dobbiamo lasciarli soli, perché questa lotta civile riguarda tutti noi che abbiamo a cuore le sorti della scuola e dell’arte.”

Lotta tanto più importante nel momento in cui gli spazi della democrazia rappresentativa sembrano restringersi ogni giorno di più.

L’edilizia scolastica dei licei, così come il loro dimensionamento scolastico, è materia di competenza delle province, nate come organo di rappresentanza elettiva del territorio.

Tuttavia, la furia “riformatrice” degli anni scorsi le ha trasformate in organi commissariali con funzioni liquidatorie, spesso rette da dirigenti dotati di notevole competenza, ma privi di adeguate risorse economiche e di responsabilità politica verso il popolo.

Da parte sua, lo Stato pare aver abbandonato la strada timidamente innovatrice della seconda metà degli anni ’90, quella che aveva dato la personalità giuridica e l’autonomia delle scuole (art. 21 legge n. 59/’97), sancite anche nel titolo V della Costituzione (art. 117), allo scopo di “assicurare alle istituzioni scolastiche”, oltre alle funzioni didattiche ed educative, anche

“la necessaria capacità di confronto, interazione e negoziazione con gli enti locali, le istituzioni, le organizzazioni sociali e le associazioni operanti nell’ambito territoriale di pertinenza” (dpr n. 233/’98).

“Da parte sua, lo Stato pare aver abbandonato la strada timidamente innovatrice della seconda metà degli anni ’90, quella che aveva dato la personalità giuridica e l’autonomia delle scuole (art. 21 legge n. 59/’97), sancite anche nel titolo V della Costituzione (art. 117), allo scopo di “assicurare alle istituzioni scolastiche”, oltre alle funzioni didattiche ed educative, anche “la necessaria capacità di confronto, interazione e negoziazione con gli enti locali, le istituzioni, le organizzazioni sociali e le associazioni operanti nell’ambito territoriale di pertinenza” (dpr n. 233/’98).”

Oggi le scuole, da centri vitali di interazione e integrazione del territorio, sempre più sembrano ridotte e vengono trattate come semplici punti di erogazione di un servizio pubblico, alla stregua di un ambulatorio o di un ecocentro; con gli insegnanti a far massa di manovra anche fuori dal Tirreno, quando occorre.

Sul ruolo e l’importanza della formazione artistica per i nostri giovani, voglio ricordare che l’art. 33 della Costituzione italiana, dedicato al tema dell’istruzione, inizia con questo comma: “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”.

Dunque, l’arte e la scienza al primo posto e l’arte addirittura un passo prima.

Perché i nostri costituenti ben sapevano che per ricostruire un popolo occorre dargli un’anima, e l’anima può darla solo l’arte.

E’ un impegno che ci deve riguardare tutti, ciascuno per le proprie competenze e responsabilità.

Lo dobbiamo alla scuola in genere, lo dobbiamo in modo speciale al “Foiso Fois”, questo liceo dedicato a un nostro grande concittadino, uomo capace di rompere schemi consolidati nell’arte e nella vita civile.

“Dunque, l’arte e la scienza al primo posto e l’arte addirittura un passo prima. Perché i nostri costituenti ben sapevano che per ricostruire un popolo occorre dargli un’anima, e l’anima può darla solo l’arte. E’ un impegno che ci deve riguardare tutti, ciascuno per le proprie competenze e responsabilità. Lo dobbiamo alla scuola in genere, lo dobbiamo in modo speciale al “Foiso Fois”, questo liceo dedicato a un nostro grande concittadino, uomo capace di rompere schemi consolidati nell’arte e nella vita civile.”

Giuseppe Andreozzi

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