Gli ultimi sono sfondi da selfie

L’agire politico aveva come obbiettivo la trasformazione della realtà.

Aveva. Oggi l’agire politico ha l’obbiettivo di fornire l’immagine di un’identità, di coprire l’inconsistenza dell’io, di fornire sempre nuovi totem tribali.

Il cambiamento del reale è indifferente, se non temuto: le identità deboli tendono ad ancorarsi ai rituali, alla routine, allo stereotipo ripetuto fino alla nausea.

Da questo paradosso nasce l’attuale stallo politico: mentre il radicalismo estetico-verbale subisce un’escalation demenziale, la realtà rimane invariata.

A pagare il prezzo di questa mutazione antropologica della politica sono le classi e gli individui più deboli: per loro la mutazione dei rapporti di forza sociali è una necessità vitale, non un accessorio identitario da sfoggiare nei social per rimarcare l’appartenenza ad un’aristocrazia morale o intellettuale. Oggi gli ultimi sono condannati ad essere divorati dall’Inferno mentre il ceto riflessivo dall’alto li utilizza come sfondo per un selfie.

Federico Leo Renzi

https://www.youtube.com/watch?v=Ik24ID-AdA4

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