Gombloddo!

GRADITO INSULTO ALL’INTELLIGENZA

Alzi la mano chi, almeno una volta, non ha resistito dall’inserirsi nel coro “anticomplottista”.

Gombloddo è la parola destinata a solleticare l’acume intellettuale narcisista di chi la usa.
Per carità, so bene che viaggiano teorie che sarebbero state respinte già dall’homo Neanderthalensis.

Varrebbe la pena, però, di farsi in proposito qualche domanda, almeno per non correre il rischio, quando neghiamo l’esistenza degli asini che volano, d’includere nella categoria tutto ciò che si afferma che vola, ivi compreso l’F 35 che infiniti milioni costa a noi tutti.


C’è da chiedersi se è davvero credibile, la riproposizione di uno scemo del villaggio ipertrofico che, con l’uso esperto delle tecniche di comunicazione moderne si propone come zimbello dell’”intelligenza” internazionale.


Quando si legge “non prendetemi per un complottista” a proposito di un commento che esamina la possibilità che il terrorismo abbia un’utilità sospetta per il potere, in realtà si accredita l’idea che anche realtà ormai dimostrate da tempo possano far parte di una narrazione di fantasia, gomblottista, appunto.


E se il complottismo fosse nato per servire proprio a questo, cioè a mettere in soggezione l’intelligenza delle persone fino al punto dal renderle incapaci di analizzare obiettivamente le situazioni?


Niente di meglio che solleticare la vanità intellettuale delle persone per convincerle che il potere ha sempre ragione.
E chi pensasse che si tratti di una pensata recente si disilluda: è lo stesso meccanismo che a suo tempo ha convinto fior di sindacalisti d’essere sullo stesso piano dei dirigenti d’azienda, portandoli dalla difesa delle condizioni di vita dei lavoratori alla difesa delle “esigenze della produzione”.

G Angelo Billia

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather