#GREENPASS

Vi ricordate quando ci si indignava contro Salvini e Giuseppi per Carola Rackete?
Vi ricordate quando la sedicente sinistra che ora governa il Paese, richiamandosi ai sacri principi della Costituzione, sosteneva che non bisogna lasciare indietro i più deboli perché siamo tutti uguali?
Ora quelle stesse forze politiche (e quella stessa fetta dell’opinione pubblica) che dichiaravano urbi et orbi che nessuno va discriminato, chiedono a gran voce che se un cittadino non dispone di un greenpass debba venire limitato nelle sue libertà fondamentali.
Quindi immigrati, barboni, no-vax, gente comprensibilmente spaventata dalla comunicazione schizofrenica di virologi prezzolati, persone immuno-depresse che non possono vaccinarsi perché metterebbero a repentaglio la loro vita, non potranno entrare in un bar, in un ristorante, in un cinema, in un ufficio pubblico.
Faccio modestamente parte anch’io di questa minoranza.
E non già perché non voglia vaccinarmi.
Ma perché, dopo avere fatto la prima tornata di Astrazeneca, a causa di un bug informatico del hub vaccinale, non ho potuto fare la seconda dose e, nonostante centinaia di chiamate, di mail, di PEC, sembra che nulla si possa fare per rimediare al turno saltato.
Immagino che nella mia situazione ci siano altre centinaia di migliaia di cittadini.
Si fanno le battaglie parlamentari su presunti diritti civili che in realtà hanno a che fare soltanto con la giustizia penale.
Si conferisce sempre più potere a holding multinazionali, Big Pharma e influencer miliardari.
Sappiano però coloro che hanno sostenuto Carola Rackete e che hanno avversato le politiche dei vari Salvini, Orban, Trump che la congiuntura pandemica (e la relativa campagna vaccinale), oltre ad aumentare ulteriormente la forbice tra la parte privilegiata del mondo e quella disgraziata, sta creando altri, ignobili criteri discriminatori, che aggraveranno ancora una situazione già di suo (moralmente) insostenibile.
“Non hai il greenpass schifoso africano?”.
“Col cazzo che ora ti facciamo entrare nel nostro illuminato Paese covid-free!”.
Piero Tomaselli
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