Guardi il pene del David?

IL BELLO ARTISTICO?

“Non prendere le cose sul personale: gli altri non fanno nulla a causa tua.
Ciò che fanno o dicono è una proiezione della loro realtà, del loro sogno personale.
Quando sarai immune alle opinioni e alle azioni altrui, non sarai più vittima di sofferenze inutili.”

Don Miguel Ruiz, “I quattro accordi”, Guida pratica alla libertà personale

Il bello artistico è fatto di leggi estetiche?
I linguaggi dell’arte non riproducono la natura, ne emulano l’infinito processo in divenire, questo è il bello dei linguaggi dell’arte, l’infinitezza della loro ricerca.
Un albero o un viso, possono essere riprodotti all’infinito, gareggiare con i processi creativi naturali vuole dire riprodurre l’infinito all’infinito, il linguaggio di un artista è soltanto una parte di un tutto interconnesso ed indivisibile.
Un lavoro di ricerca di un artista non lo si può dividere in fasi, lo si comprende nell’insieme, altrimenti è impossibile coglierne la sintesi.
I linguaggi dell’arte lottano con il loro rapporto con il tempo, la loro infinitezza e tentano di frenarla, di disciplinarla, di dominarsi.
L’abilità dell’artista è semplicemente quella di potere portare il linguaggio oltre la sua cornice, liberando il processo dalla cattività della disciplina.
Perché penso all’arte come linguaggio e processo didattico e dialettico e non come prodotto tecnico?
Perché l’arte pensata come linguaggio che viaggia da umano ad umano è un processo umanistico infinito, qualcosa di vicino al concetto matematico di limite dell’infinito.
E’ una messa a fuoco di una partenza di linguaggio e di ricerca e non è mai un punto d’arrivo.
L’infinito dei processi linguistici dell’arte, da 35000 anni a questa parte è impossibile da misurare con precisione.
Un pensiero artistico è il sentimento empatico di un’idea, necessita del silenzio, il silenzio è un complice benigno del linguaggio dei segni.
Il bello del linguaggio dell’arte rispetto al bello dell’imitazione naturale è che se non viene spiegato, non lo si capisce ed afferra, senza afferrare il reale senso di gesti e segni diventa un piacere mediocre fondato sulla pura apparenza riproduttiva di un’idea, diventa linguaggio di genere.
Il linguaggio dell’arte puoi non capirlo, eppure qualcosa ti appaga, come se potessi spiegarlo, ed in realtà può spiegarlo chiunque, ma mai del tutto, questo è l’infinto ed il sublime dell’arte elevata a processo linguistico e non prodotto tecnico.
Giacomo Leopardi nel suo “Zibaldone” giovanile, nel suo “Sistema di Belle Arti” (tanto per ragionare su da quanto si parli di sistema di linguaggio dell’arte), parlava di “assuefazione”, come attitudine a cercare di spiegare e cristallizzare cosa sia o non sia arte.
Sintetizzo, il linguaggio dell’arte cosa è?
Un’attività quotidiana che crea la comprensione del bello passando per la comprensione dell’altro attraverso la propria percezione sensoriale.
– Per comprendere quel bello deve essere spiegato, per essere spiegato bisogna filtrarlo con delle leggi semiotiche di grammatica dell’estetica del linguaggio.
– Il piacere e la gratificazione dello spettatore è una concordanza sorprendente con un insieme imprevedibile determinato dall’artista con i suoi gesti.
La legge estetica muove dal fine e la necessità del linguaggio dell’artista, l’artista sovente ne viola i limiti proprio per raggiungere un suo fine.
Tutti commentano il linguaggio dell’arte, ma quanti realmente ne godono?
Quando sentite la reale passione quando sentite discutere d’arte al Bar (sempre che accada) o al mare sotto l’ombrellone?
Leopardi da giovane nello Zibaldone, ci aveva già fatto capire, come un prodotto (lui la chiamava opera) artistico antico e famoso, ci da un piacere che non possono dare i linguaggi dell’arte contemporanea, ma è un piacere d’assuefazione, Leonardo, Michelangelo, gli Impressionisti visti oggi, non ti rompono i coglioni e i neuroni.
Monografie d’artisti leggendari sono un piacere perché appagano un tuo intelletto già strutturato per comprenderli, sono morti!
Davanti al David di Michelangelo non provi piacere artistico e tra l’altro se sei un analfabeta dell’arte la prima cosa cha fai e guardargli il pene.

Please follow and like us:
Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmailby feather