Guido Cabib: Connettore social d’arte in mobilità permanente.

Guido Cabib: Connettore social d’arte in mobilità permanente.

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Abbiamo incontrato il gallerista e curatore d’arte internazionale Guido Cabib, che respinge l’etichetta di gallerista e di curatore:

“Non credo abbia più senso storico la figura del gallerista, si tratta di una figura in grado d’intervenire soltanto in spazi chiusi, in questo momento storico come non mai, i linguaggi dell’arte contemporanea hanno bisogno di aprirsi ed interagire pubblicamente, condizione imprescindibile se si vuole lavorare per ridare prestigio e dignità sociale e culturale al fare arte contemporanea.

Serve che l’arte contemporanea e gli artisti sappiano comprendere i territori e le comunità dove operano ed intervengono, non si può pensare ancora nel 2016 a prodotti artistici omologanti ed assoluti, i linguaggi dell’arte sono tanti quante sono le culture dell’umano ed è a partire da questo che vanno relazionati”.

Guido Cabib ha scelto di risiedere nell’isola  e per l’isola sogna e progetta una connessione internazionale tra artisti e linguaggi residenti e le ricerche più interessanti del panorama contemporaneo globale.

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“Non mi ritrovo più in certe etichette che gli “addetti ai lavori” continuano ad ostentare senza pudore ed imbarazzo, non sono un mercante e neanche uno che affitta camere disconoscendo il lavoro e la ricerca degli artisti, mi considero un “connettore”, una applicazione umana che contribuisce a relazionare e socializzare i processi dell’arte contemporanea alla comunità. 

Un connettore social d’arte in mobilità contemporanea permanente”.

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