Ho perso più di un fratello

Ho perso più di un fratello;

“Se questo fosse un mondo giusto, un sistema culturale giusto, un sistema che premia il talento (invece che tutte quelle stronzate che chiamano merito e professionalità), in questo momento si dovrebbero chiudere tutti gli eventi culturali e le esposizioni d’arte che celebrano l’effimero nulla; l’Accademia di Belle Arti di Napoli dovrebbe chiudere per un giorno e con lei tutte le Accademie del mondo; quando scompare un artista così, scompare un patrimonio dell’umanità, dovrebbero saperlo tutti, ricordarlo tutti e piangerlo tutti; il suo valore dovrebbero riconoscerlo tutti, anche i suoi emulatori e imitatori, anche chi sulla sua ricerca costruiva il suo profilo professionale e conquistava cattedre Accademiche, facile fare gli artisti con le ricerche fatte del sangue degli altri.”

ho perso un compagno di formazione;
ho perso un compagno di strada che conosceva la strada;
ho perso un compagno di lotta;
ho perso un frammento d’ideale comune;
ho perso una connessione col tempo;
ho perso una connessione con la mia memoria;
ho perso un pezzo della mia terra;
ho perso un pezzo della mia storia;
ho perso un pezzo della mia ricerca;
ho perso un mio riflesso;
ho perso un pezzo di me in relazione con gli altri;
ho perso chi poteva parlare per me;
ho perso chi poteva rispondere per me;
ho perso chi poteva naturalmente interpretare e comprendere i miei pensieri, non perché fossero i suoi, ma perché li capiva in quanto miei;
ho perso chi è stato sempre al mio fianco;
ho perso chi mi è stato sempre vicino e non ha mai giudicato e sempre compreso;
ho perso chi sapeva che il dialogo è fatto anche di silenzi e la parola soltanto uno spazio per sentirli;
ho perso chi riusciva a comunicare a me anche con altre vie;
ma questa volta qualcosa deve non avere funzionato,
il messaggio non è pervenuto, forse ero distratto e forse l’isola ti isola e ti disconnette dalla percezione del tempo che altrove scorre più veloce;
ho perso un alter ego, un’energia, una connessione col tempo, con lo spazio, con il linguaggio, con la percezione del presente;
ho perso consapevolezza d’essere custodita nell’altro,
ho perso un altro me.

Scrivo ho perso, in realtà abbiamo perso tutti, abbiamo perso tutti qualcosa di prezioso;

se questo fosse un mondo giusto, un sistema culturale giusto, un sistema che premia il talento (invece che tutte quelle stronzate che chiamano merito e professionalità), in questo momento si dovrebbero chiudere tutti gli eventi culturali e le esposizioni d’arte che celebrano l’effimero nulla;
l’Accademia di Belle Arti di Napoli dovrebbe chiudere per un giorno e con lei tutte le Accademie del mondo;
quando scompare un artista così, scompare un patrimonio dell’umanità, dovrebbero saperlo tutti, ricordarlo tutti e piangerlo tutti;
il suo valore dovrebbero riconoscerlo tutti, anche i suoi emulatori e imitatori, anche chi sulla sua ricerca costruiva il suo profilo professionale e conquistava cattedre Accademiche, facile fare gli artisti con le ricerche fatte del sangue degli altri;

niente era importante per lui quanto la sua dimensione artistica e quella era soltanto sua e nessuno potrà mai portargliela via;
nessuno potrà dire nel nome del suo mercato di essere arrivato prima di lui, non è vero, è un falso storico;
nessuno dovrà mai offenderne l’opera e l’operato, perché il suo lavoro è la Storia dell’Arte, la mia generazione è Gennaro Cilento tutto il resto sono stronzate da operette che non hanno niente a che vedere con la vita reale, con la reale anima dei luoghi, dei miei luoghi, di Napoli, della Sanità che resiste a tutto e si adatta a tutto.

“Nessuno dovrà mai offenderne l’opera e l’operato, perché il suo lavoro è la Storia dell’Arte, la mia generazione è Gennaro Cilento tutto il resto sono stronzate da operette che non hanno niente a che vedere con la vita reale, con la reale anima dei luoghi, dei miei luoghi, di Napoli, della Sanità che resiste a tutto e si adatta a tutto.”

Abbiamo perso qualcosa d’importante da continuare a difendere per sempre e chi non l’ha visto e/o compreso se ne può andare allegramente affanculo per quanto mi riguarda, da qui all’eternità, mi manchi Gennaro Cilento, mi è esploso l’inferno dentro, vorrei chiederti di tornare subito, prima che puoi, quando vuoi, ma torna…

“Abbiamo perso qualcosa d’importante da continuare a difendere per sempre e chi non l’ha visto e/o compreso se ne può andare allegramente affanculo per quanto mi riguarda, da qui all’eternità, mi manchi Gennaro Cilento, mi è esploso l’inferno dentro, vorrei chiederti di tornare subito, prima che puoi, quando vuoi, ma torna…”

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