Ho sempre badato all’educazione, in primis a quella dei miei studenti

Riflessione a posteriori:

Ho sempre badato all’educazione, in primis a quella dei miei studenti.

L’educazione che implica gentilezza, raffinatezza delle parole, dei pensieri e dei gesti.

Educazione che significa gratitudine, spontanea e naturale per chi si é speso per i suoi alunni, al di lá del consueto, oltre l’insegnamento del latino
e del greco.

Ma tutto passa, anche ciò che più si teme.

E passa grazie alla generosa presenza di chi ha supportato in silenzio anche le strutture più traballanti.

Sempre più traballanti.

Non si può gioire di vittorie mutilate, di insegnamenti monchi, di atteggiamenti opportunistici che racchiudono il peggio degli adulti.

Continuate ad imparare ma imparate a vivere.

Fuori dall’aula odiata,ma protetta, c’è un mondo in cui non vi verrà perdonato nulla e nulla vi verrà insegnato se non a un prezzo altissimo.

Ingratitudine e boria si ritorcono contro chiunque le manifesti, lasciano il vuoto.

Che si aggiunge ad altri vuoti esistenziali.

Chi ha cercato di colmarli finalmente potrà riposare, ma una sfida più grande attende voi: la vita e gli altri.

Spero che tutto ciò che con entusiasmo e amore vi ho dato riemerga prima o poi.

Per voi stessi.

Per la società in cui dovete vivere.

Io continuerò a fare il mio lavoro come so e posso, con un entusiasmo che alimentano i valori e tutto ciò che si addice alla mia cultura.

Io so come e da chi devo imparare ogni giorno.

Frequento i migliori per diventare migliore.

E non smetto mai di apprendere.
Vi auguro ogni bene e soprattutto la consapevolezza!
Chi deve capirà.
Chiudo un capitolo.

Monica Cambosu, docente del Siotto

 
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